[729]. Si vegga il cap. vij del presente libro, pag. 187, e 192.

[730]. Mortreuil, Histoire du Droit byzantin, vol. I, pag. 297, vol. III, pagg. 58, 59.

[731]. Il fatto ricordato da noi nel cap. vij di questo libro, pag. 187, 188, se pur lo s’abbia a credere, va ristretto alla conversione de’ Musulmani dell’esercito, o degli schiavi. Non occorre dimostrare la utilità di convertire al cristianesimo l’universale della popolazione musulmana, massime delle grandi città. E Ruggiero di certo lo comprendea.

[732]. Si confronti l’epistola 24 del libro IX, di Gregorio VII, con le parole del Malaterra e con le date dei diplomi relativi alla Chiesa di Traina, riferiti dal Pirro, Sicilia Sacra, pag. 495. Si vegga anche Dichiara, Opuscoli, Palermo, 1855, in-8, pag. 134 segg.

[733]. Proposui in Tragina construere episcopatum... tradidimus tibi gubernationem ejusdem episcopatus... Monasteria quoque habebis sub potestate. — Urbanus secundus mihi, ore suo sanctissimo et venerando, præcepit, nipote pater spiritualis... ecclesias ædificavi jussu summi Pontificis et Episcopos ibidem collocavi, ipso laudante et concedente et ipsos Episcopos consecrante. — Ecclesias ordinavi.... cui in Parochiam assigno quidquid infra fines subscriptos continetur. — Stephanus, cui in parochiam assigno e altre simili parole leggonsi nei diplomi del Conte, presso Pirro, Sicilia Sacra, pag. 382, 520, 695, 842. Urbano II stesso, nella bolla per la quale conferma il vescovo di Siracusa, op. cit., pag. 618, dice del conte Ruggiero: Syracusanam itaque ecclesiam novissime restaurans.... Pontificem Syracusanæ elegit ecclesiæ.... a prodicto Rogerio concessa sunt infra hos terminos adjacentia, etc. Si riscontri del resto il Gregorio, Considerazioni, lib. I, cap. vij.

[734]. Si vegga il Pirro, Sicilia Sacra, nella notizia di ciascun vescovato.

[735]. Diploma del 1090, pel monastero di San Filippo di Fragalà; del 1092 per quel di Santa Maria di Mili; del 1093 per que’ di San Michele Arcangelo di Traina, di Sant’Angelo di Brolo e di San Pietro e Paolo d’Itala; del 1098 per quel di Santa Maria di Vicari, ec. presso Pirro, op. cit., pag. 1027, 1025, 1021, 1016, 1034, 294, ec.

[736]. Bolla del 1091, presso Pirro, op. cit., pag. 952, data di Mileto e però, com’e’ sembra, scritta d’accordo con Ruggiero.

[737]. Diploma del conte Ruggiero, dato il 1094, op. cit., pag. 771, 772. L’abate di Lipari e di Patti ebbe poi titolo di vescovo il 1131.

[738]. Nel diploma di Ruggiero a favor del monastero d’Itala, citato poc’anzi, si legge che coloro che contravvenissero agli ordinamenti da lui dati per questo monistero, auctoritate apostolica nobis tributa, sint et esse debeant anathemisati, jussu et prætextu Domini Summi Pontificis Urbani et omnium successorum Patrum. E ciò oltre la sanzione dell’anatema che si solea porre nelle donazioni a chiese, la quale si legge in fine del medesimo diploma: che chiunque violasse la donazione sit et esse debeat maledictus a consubstantiali Trinitate, ec. Presso Pirro, Sicilia Sacra, pag. 1035.