[20]. La data si ritrae da Ibn-el-Athîr, che nota Mogêhid scacciato dalla Sardegna in su la fine del quattrocentosei (8 giugno 1016). Lo stesso autore in altro luogo lo dice combattuto e sconfitto. Le croniche Pisane accennan solo alla fuga, ma Lorenzo Vernese afferma: «Rex fugisse (fugæ sese?) datur, multis jam marte peremptis; Barbarus abscessit, capto cum coniuge nato»

[21]. Dhobbi, loc. cit. e Conde, il quale lo copia inesattamente.

[22]. Ibn-el-Athîr.

[23]. Lorenzo Vernese, il quale aggiunge un lungo racconto sul riscatto del figliuolo.

[24]. Si riscontrino i due citati capitoli d’Ibn-el-Athîr, anni 92 e 407, nella Biblioteca Arabo-Sicula, pag. 218 e 271; Dhobbi, l. c. il quale narra alcuni particolari della sconfitta con le parole di un testimonio oculare; Nowairi, Storia di Spagna, l. c.; Ibn-Khaldûn, loc. cit., il quale dice che i Cristiani «ripigliarono immantinenti la Sardegna;» Conde, Dominacion ec., parte II, cap. 110; Marangone nell’Archivio Storico, vol. cit., p. 4; e il Chronicon Pisanum, e il Breviarium ec. presso Muratori, Rerum Ital., tomo VI, pag. 107 e 167, sotto l’anno pisano 1017. Lorenzo Vernese, autore del XII secolo, nel poema su la impresa di Majorca del 1114, presso Muratori, Rer. Ital. S. VI, 124, racconta in versi la guerra di Sardegna come l’avea intesa da’ vecchi della sua città, e s’accorda bene con gli annalisti arabi. «Mugelus rex Baleæ et Dianæ» (Denia e le Baleari; gli altri Pisani, anche Marangone, lo suppongono Africano) occupa la Sardegna. Vengono i Pisani con l’armata ed egli fugge (probabilmente nelle parti occidentali dell’isola). Torna l’anno appresso nel regno Calaritano con suoi Mori e fabbrica una fortezza. Incrudelisce nei Cristiani. Assalito dalle armi di Pisa, fugge di nuovo lasciando prigioni il figlio e la moglie; e i principi dell’isola rimangon sudditi dei Pisani.

[25]. Marangone, Chronicon Pisanum, e Breviarium ec., ll. cc.

[26]. A tal concetto mi portano i pochi fatti che abbiamo della Storia di Sardegna nell’XI e XII secolo, i quali si leggono nel Manno, op. cit., lib. VII. Lorenzo Vernese nel luogo citato del suo poema scrive:

Erepti Sardi jugulis, tutique fuerunt;

Indeque tota manent Pisanis subdita regno.

Sardiniæ: docuere senet quæcumque retexo;