Quæsitis Sardis, non hæc tibi vera negabunt.

Le quali parole, con le testimonianze non richieste che allega il poeta, mostrano che nella prima metà del XII secolo i Pisani non pretendeano per anco la piena signoria della Sardegna, ma un protettorato con gli abusi che ne seguitano. D’altronde non si comprenderebbe in qual altro modo avrebbero potuto signoreggiare in Sardegna i nobili e mercatanti che non governavano per anco Pisa. E si veggono molto più antichi della fuga di Mogêhid, i giudici che Benvenuto da Imola, presso Muratori, Antiq. Ital. Medii Ævi, tomo I, p. 1089, secondo le idee del XIV secolo, supponeva istituiti dai Pisani. La concessione dell’isola per Benedetto VIII è invenzione del XIII secolo, quando la corte di Roma avea dato lo scandalo di infeudare a questo ed a quello la Sicilia e la Sardegna stessa; nè alcuno ha prodotto mai il testo di quel privilegio; nè lo si allegò mai nelle contese fra i Genovesi e i Pisani presso Federigo Barbarossa, le quali si leggono distintamente nella continuazione di Caffari, anno 1164, presso Muratori, Rerum Italicarum Scriptores, tomo VI, p. 294, 295.

È da avvertire che il Saint Marc, Abrégé chronologique de l’histoire d’Italie, anni 1017 e 1021, tenendo per guida il Muratori, nega la concessione papale e la dominazione pisana, senza particolareggiare gli argomenti.

Il Manno (tomo I, p. 381, dell’edizione di Capolago) non osa troncare la difficoltà nè rigettare apertamente la narrazione riferita dal Gaietani nelle annotazioni alle vite dei Papi (Muratori, Rerum Italicarum Scriptores, tomo III, p. 401); il quale, nel 1638, affermava averla tolto da Lorenzo Bonincontro da San Miniato che scrisse, dice egli, più di dugent’anni addietro. Bonincontro o Gaietani, dava con nomi e cognomi, la divisione della Sardegna tra Pisani, Genovesi e Spagnuoli dopo la sconfitta e prigionia di Musetto. Basterebbe la menzione delli Spagnuoli, per dimostrarla fattura del XV secolo.

[27]. Caffari, Annales Januenses; e continuazione presso Muratori, Rerum Italicarum Scriptores, tomo VI, anni 1162 e 1164; Marangone nell’Archivio Storico Italiano, tomo VI, Parte II, p. 38, anno 1165. Su le guerre tra quelle due città si vegga Marangone, op. cit., p. 8 e segg., fin dal 1119 (1118). Si vegga anche il Manno, Storia di Sardegna, lib. VII.

[28]. Cotesta falsa tradizione nacque nel XIII secolo, trovandosi nel Breviarium ec., presso Muratori, Rerum Italicarum Scriptores, tomo VI, p. 167, anni 1017, 1020, 1050, non già nelle due croniche del XII secolo, cioè l’anonima del Muratori e quella di Marangone. I Genovesi a lor volta nella lite del 1164 affermavano audacemente dinanzi il Barbarossa che i lor maggiori avessero preso il Muzaito e il vescovo di Genova lo avesse mandato all’imperatore.

[29]. Ibn-el-Athîr, capitolo dell’anno 92, nella Biblioteca Arabo-Sicula, testo, p. 218. Ibn-Khaldûn riferisce altre scorrerie degli Ziriti d’Affrica nel regno di Iehia-ibn-Temîm (1108 a 1116), Biblioteca Arabo-Sicula, testo, p. 482, e Histoire des Berbères, versione di M. de Slane, tomo II, p. 25.

[30]. Ibn-el-Athîr, ediz. Tornberg, tomo IX, p. 205, anno 407.

[31]. Ademari Cabanensis Chr., nel Rec. des Hist. des Gaules, X, 156.

[32]. Gayangos, The Moham. dynasties in Spain, tomo II, p. LXXXVIII. Dozy, Hist. des Musulmans d’Espagne, tomo IV, p. 290, 304, Cf. p. 21 della stessa opera e Dozy medesimo, Recherches, 2ª ediz. I, 245.