[33]. Così nell’impresa del 1035 che si ritrae da Rodolfo Glabro e che or si narrerà. Si è veduto che i Genovesi nel 1164 davano lo stesso vanto ai lor maggiori. Le supposte imprese del 1019 e 1049 nella compilazione pisana del XIII secolo provano che durasse la terribile leggenda di Mogêhid. È da notare che, all’infuori del poeta Lorenzo Vernese, tutti supponeano Mugeto re d’Affrica. Quest’errore è durato fino al Manno. Il Wernich, Rerum ab Arabibus in Italia ec., lib. I, cap. XIII, § 113 a 119, rattoppa col supposto che Mogêhid fosse il principale dei regoli musulmani di Sardegna e che avesse chiesto aiuti in Affrica. Del resto ei segue la tradizione pisana; se non che riconosce l’identità del fatto di Luni e della prima vittoria dei Pisani e Genovesi.

[34]. Si vegga il Libro IV, cap. VIII, pag. 364 del vol. II.

[35]. Marangone, nell’Archivio Storico Italiano, vol. cit., p. 5, anno pisano 1035; Chronicon Pisanum, stesso anno, presso Muratori, Rerum Italicarum Scriptores, tomo VI, p. 108. Il Breviarium, nello stesso volume del Muratori, p. 167, finge la occupazione di Cartagine e le corone dei due re, di Bona e Cartagine, mandate in dono dai Pisani all’imperatore.

[36]. Rodolfo Glabro, Historiarum, lib. I, cap. VII, nel Recueil des Historiens des Gaules ec., tomo X, p. 52, narra che i Saraceni d’Affrica perseguitavano i Cristiani per terra e per mare; che entrambi si accordarono di combattere giuste battaglie; che i Cristiani vinsero con grande strage, dicendosi anche ucciso il principe saraceno Motget; e che ragunate le preziose armadure nemiche del prezzo di parecchi talenti d’argento, le dettero per voto a Odilone abate di Cluny, il quale investì il valsente in arredi sacri e limosine. Rodolfo era contemporaneo e famigliare degli abati di Cluny; ma testa bislacca e gran contatore di favole. L’offerta votiva al monastero mi fece pensare dapprima a un’impresa di Provenzali, ma fattone parola al savio autore delle Invasions des Sarrazins en France, mi ha convinto che questa fazione, di certo navale, non potè compiersi se non che da armate italiane. Però suppongo il voto di qualche ausiliare provenzale ed una delle solite esagerazioni di Rodolfo Glabro. Si tratta probabilmente dell’assalto di Bona, e vi risponde la data, poichè Rodolfo non osservando l’ordine cronologico, pone questo fatto tra la morte di Roberto duca di Normandia (22 luglio 1035) e la ecclissi solare del 29 giugno 1033. Nelle Invasions des Sarrazins en France, p. 221, il dotto autore, M. Reinaud, accettò che Mogêhid fosse il condottiero dell’armata vinta; ma so ch’egli sarà per considerare il fatto altrimenti sulla nuova edizione che apparecchia.

[37]. Par che la prima denominazione indicasse particolarmente gli uomini di Norvegia, e la seconda quei di Danimarca. Ma spesso si confondeano gli uni con gli altri. Come ognun sa, in Francia si chiamarono Normanni, e in Inghilterra Dani, tutti gli occupatori scandinavi.

[38]. Questa impresa intessuta di moltissime favole si legge in Dudone di Saint Quentin, De Moribus Normannorum, cap. I, presso Duchesne, Historiæ Normannorum Scriptores, p. 64, 65; Guglielmo di Jumièges, Historia Normandiæ, lib. I, cap. X, XI, ib., p. 220, 221; Benoit, Chroniques des ducs de Normandie, in versi francesi, tomo I, p. 47 a 69; Wace, Roman du Rou, versi 472 a 732. Si vegga anche Muratori, Antiquitates Ital. Medii Ævi, tomo I, p. 25, e si riscontri la critica del fatto in Depping, Histoire des Expéditions maritimes des Normands, edizione del 1843, p. 140, segg.

[39]. Non occorrendo citazioni distinte dei luoghi d’opere moderne dai quali ho cavati i primordii dei Normanni, indicherò quelle che mi sono riuscite più utili. Nel sentimento storico ho avuto a sicura guida la Conquête de l’Angleterre par les Normands, di Augustin Thierry, alla cui memoria debbo d’altronde amore, riverenza e gratitudine. Le minuzie dei fatti sono fornite in abbondanza dalla citata opera di Depping; e molte critiche avvertenze si rinvengono in Lappenberg, A history of England under the Norman kings, versione inglese con aggiunte del traduttore Benjamin Thorpe. Importanti e novelli fatti su la società primitiva degli Scandinavi si ritraggono dalla prefazione di Samuele Laing alla Heimskringla di Snorro Sturleson, versione inglese.

[40]. Gli storici francesi pongono vagamente la data tra l’896 e l’898, non trovandola precisa nei cronisti, e dovendo tenere questa occupazione come diversa da quella che i cronisti riferiscono al 17 novembre 876, cioè avanti l’assedio di Parigi. Si riscontrino le opere citate di Depping, lib. III, cap. III; di Thierry, lib. II; e di Lappenberg, versione inglese, p. 7, segg. I cronisti normanni in prosa e in versi confusero le tradizioni, volendo dare a Roll, nello assedio di Parigi e nella prima occupazione di Rouen, la parte principale che di certo non v’ebbe.

[41]. Al messaggero di Carlo il Semplice, che innanzi la battaglia dell’898 domandava il capo loro, i Normanni risposero: «Non n’abbiamo; siam tutti eguali».

[42]. Hrôlfr, con le mutazioni eufoniche di Rolf, Roll, Rou.