[43]. Rispondeva, secondo Depping, all’odierno dipartimento della Bassa Senna e parte di quello dell’Eure.

[44]. Wace, Roman du Rou, passim. I Francesi vendicavansi con un calembourg, più antico al certo del XII secolo quando visse l’autore: Francheis dient ke Normandie Ço est la gent de North mendie, versi 119, 120.

[45]. Si vegga il Libro IV della presente Storia, cap. X, p. 580 del secondo volume.

[46]. Wace, op. cit., verso 2108, accenna le tradizioni ritmiche, le quali in sua fanciullezza avea inteso cantare a’ giullari (jugléors, oggi jongleurs).

[47]. Dudonis super Congregationem Sancti Quintini decani, De Moribus Normannorum, presso Duchesne, Historiæ Normannorum Scriptores, p. 56 a 59. Si vegga la critica di Lappenberg, A history of England under the Norman Kings, versione del Thorpe, p. XX.

[48]. Guglielmo di Jumièges (Wilelmus Gemmeticensis), detto Calculus (1137); Odorico Vitalis (1141); Wace di Jersey, Roman du Rou (1184), e molti altri che si veggano in Lappenberg, op. cit., p. XXI a XXVIII.

[49]. L’Ystoire de li Normant et la Chronique de Robert Viscard par Aimé moine du Mont-Cassin, pubblicata da M. Champollion-Figeac, Paris, 1835. L’editore con molta sagacità ha provato irrefragabilmente il nome e nazionalità dell’autore e la data dell’opera. Prolégomènes, p. XXXIII, segg. M. Gauttier d’Arc aveva usato fino dal 1830 un MS. imperfetto di Amato nella Histoire des Conquêtes des Normands en Italie ec.

[50]. Le interpolazioni che non cadono in dubbio furon messe tra parentesi dal dotto editore. Se ne può supporre delle altre, come parmi; ed anche qua e là qualche taglio, per esempio nell’infelice fine di Dato, lib. I, cap. XXV. Nella Cronica di Roberto Guiscardo, della quale abbiamo il testo latino, il traduttore frantende alcune frasi, fin dai primi righi, dove leggendo d’una dama nec minus facie quam vitæ integritate formosa, squadernò: belle de face et de touts membres entière. Similmente parmi che nella battaglia di Canne del 1019 Amato abbia messo il nome del luogo, là dove il traduttore scrive: et sont veues les lances estroites come les canes sont en lo lieu où il croissent.

[51]. Urbano secondo, francese, fu papa dal 1088 al 1099; Ruggiero, figlio di Roberto Guiscardo, regnò in Puglia dal 1085 al 1111.

[52]. L’incontro fortuito di Melo e dei Normanni al Monte Gargano mi pare episodio classico posto a capo del poema. I fendenti di Roberto Guiscardo alla battaglia di Civitella, vengono a dirittura dalla Tavola Rotonda. Lo stratagemma di Roberto, infintosi morto e messosi nella bara per occupare un castello in Calabria del quale non si dà il nome, è copia della fazione di Hastings a Luni, favola scandinava ripetuta da Dadone di San Quintino alla fine del X secolo (presso Duchesne, op. cit., p. 64, 65) e replicata nella saga di Aroldo il Severo, come accennammo nel Libro IV, cap. X, p. 385, 386 del secondo volume.