Amato accenna in questo modo, lib. II, cap. XXVII, gli acquisti dei Normanni sotto la condotta di Argiro, cioè nel 1042: et toutes les cités d’eluec entor constreigneient qui estoient al lo commandement et à la rayson et statute que estoient; ensi alcun voluntairement se soumettoient et alcun de force et alcun paioient tribut de denaviers chascun an.

[87]. Così le concessioni del conte Unfredo a’ fratelli germani Roberto, Maugerio e Guglielmo, e infine di Roberto a Ruggiero.

[88]. Si vegga qui sopra, p. 18.

[89]. Il luogo è determinato da Gauttier d’Arc, Histoire des conquêtes des Normands en Italie ec., Paris 1830, lib. I, cap. IV, p. 64, segg.

[90]. Su le condizioni di Tancredi di Hauteville si riscontrino: Malaterra, lib. I, cap. IV e XL: Cronica di Roberto Guiscardo, traduzione francese, lib. I, cap. I, p. 263; e testo latino presso Caruso, p. 829; Cronica di San Massenzio, detta Chronicon Malleacense, nel Recueil des Historiens des Gaules etc., tomo XI, p. 644; Guglielmo di Malmesbury, lib. III, nella stessa raccolta, tomo IX, p. 187; Odorico Vitale, lib. V, presso Duchesne, Historiæ Normannorum Scriptores, p. 584.

La cronica di San Massenzio dice la famiglia poco nota e povera; Guglielmo di Malmesbury, Mediocri parentela ortus ec. Il Malaterra e la cronica di Roberto Guiscardo rincalzano la nobiltà di Tancredi: præclari admodum generis — genere nobilis.

La parentela coi duchi di Normandia, affermata per lo primo da sbadati compilatori del XIII e XIV secolo, non è ammessa ormai da alcun critico. Si vegga un’apposita dissertazione di E. F. Mooyer stampata a Minden nel 1830 in-4, secondo la quale il supposto si riduce a due fila debolissime, 1º che il padre di Tancredi fosse stato un dei figli di Riccardo I, dei quali non si conoscono i nomi; 2º ovvero che Muriel figliuola bastarda di esso Riccardo fosse la Moriella prima moglie di Tancredi. Questa opinione par che corresse a corte di Palermo nel 1140, perchè la cronica di Roberto Guiscardo scrive uxor nobilissima Muriella nomine.

Inaspettatamente ci verrebbe un lume dagli autori arabi, se potessimo fidarci a loro scrittura ed erudizione. Ibn-Kaldûn in due luoghi della storia (Biblioteca Arabo-Sicula, testo, p. 484 e 497) dà il nome del primo conte di Sicilia, Rogiar-ibn-Tankred-ibn-Khaira, o secondo alcuni MSS. ibn-H»w»h, che par nome di donna e indicherebbe che la casa di Hauteville vantasse la nobiltà della madre di Tancredi. Supponendo maschile tal nome, com’anche si può, si leggerebbe Hugo, o anche Geir (chè la prima lettera mutando il punto diacritico suona kh, h, ovvero g), e sarebbero nomi usati in Norvegia e in Francia. Debbo questa conghiettura all’erudito orientalista norvegio signor Broch; il quale crede suscettivo quel vocabolo della terza lezione Haby (o forse Habwu) che rappresenterebbe, con errore facile a supporre, il nome del feudo Hauteville.

[91]. Wilhelm, Drogo, Humfried, e secondo la pronunzia francese Guillaume, Dreux, Humfroy.

[92]. Amato, Malaterra e Leone d’Ostia, lo dicono condottiero della compagnia; ma parmi errore volontario dei principi di casa Hauteville. Si vegga a questo proposito il Libro IV, cap. X della presente opera, volume secondo, p. 380, nota 3, e 389, nota 1.