[109]. Si vegga il Capitolo precedente, p. 46.
[110]. Malaterra, lib. II, cap. I.
[111]. Et que la cité estoit vacante des homes liquel i habitoient avant, il (Robèrt) la forni de ses cavaliers. Amato, lib. V, cap. XIX.
[112]. Si vegga sopra il Libro II, cap. X, p. 426 del 1º volume, e si ricordino le guerre di Manuele Foca e di Maniace e la difesa di Catacalone.
[113]. Tomo VI, p. 174, Parigi 1715. L’editore non dice altro su l’origine della cronica, se non d’esser tolta dai Mss. del Duchesne. Or si può domandare perchè il Baluzio non citò il codice di Messina; e perchè il Duchesne non avea prima stampata la cronica nella raccolta degli scrittori di cose Normanne? Sembra che l’uno e l’altro dubitassero della antichità di quel documento.
[114]. Rerum Italic. Script. tomo VI, p. 614. Il Muratori nel breve avvertimento che pone innanzi a questo scritto, lo giudica contemporaneo «multam enim vetustatem sapit.» Ma parmi che i sospetti debbano cominciare dalla lingua e dallo stile.
[115]. Ms. della Bibl. Imp. di Parigi segnato: Baluze, armoire 2, paquet 5, nº 2, al fog. 428, segg. Tutto il volume son copie di mano del Duchesne. Questi sotto il titolo della cronica notò: «Ex codice Ms. perantiquo Bibliothecæ Senatus Messanensis, summa fide transcripta». Ma egli, non essendo mai stato in Messina, avea copiato di certo sopra una copia, senza vedere il vantato testo antichissimo.
[116]. Di Gregorio, nella Introduzione al dritto pubblico Siciliano toccando le consuetudini delle città, sagacemente notava essere il diploma del 1129, sospetto, ma non tutto. Della cronica ei tratta nelle Considerazioni su la Storia di Sicilia, lib. I, cap. II, e nota 47, e ben si appone che la copia pubblicata dal Baluzio fosse venuta da Messina. Se non che sbaglia il tempo. Sendo la copia di mano d’Andrea Duchesne che morì il 1640; non potea trovarsi, come suppone il Di Gregorio, tra i Mss. recati a Parigi dagli esuli Messinesi del 1675.
[117]. Tra le idee moderne è da notarsi la diffidenza contro il papa che non era nata in Sicilia nell’XI secolo, ma fioriva pienamente dal XIII in poi. Nel linguaggio s’incontra la classica denominazione di città Mamertina e quella di Mori adoprata genericamente per dinotare i Musulmani.
[118]. Rerum Sicanicarum compendium, lib. III. Quel grande ingegno, in suo stile breve ed un po’ frettoloso, fornito il racconto ripiglia «Alibi lego» ec. e dà senza citar nome d’autore, il racconto del Malaterra. Non dice qual de’ due gli sembri il vero o il più verosimile.