[179]. C’est paille copertez à ovre d’Espaigne ec. Forse ricamati. In ogni modo mi sembra doversi intendere piuttosto lavorali a modo spagnuolo, che fabbricati proprio in Ispagna. La voce tarin indica al certo non il dirhem arabo, ma i tarì d’oro dei quali abbiamo fatto parola nel Libro IV, capitolo XIII, p. 439, del 2º volume; onde la somma tornerebbe a più di 300,000 lire italiane.
[180]. Et lo duc pensa une grant soutillesce.
[181]. Amato, libro V, capitolo XXIV, dicendo mandato il messaggio dallo amirail de Palerme. Secondo lo stesso autore, libro V, capitolo VIII, il ribelle che cacciò Ibn-Thimna di Palermo e se ne fece emiro, avea nome Belcho (Ibn-Hawwasci). Poi al capitolo XIII, chiama l’emir di Palermo, in maggio 1061, Sausane. Balchaot (Ibn-Hawwasci) ricomparisce alla testa dell’esercito a Castrogiovanni nel capitolo XXIII, e nel XXIV l’emir di Palermo non ha nome. Da un’altra mano Malaterra, com’abbiamo notato alla p. 66, dà emir di Palermo, in maggio 1061, Belcamuer, cioè lo stesso Ibn-Hawwasci.
[182]. Malaterra, l. c.
[183]. Amato, libro V, capitolo XXIII, narrato il principio dell’assedio di Castrogiovanni continua: «Et puis dui mois le victorious duc s’en torna a Messine.» E in vero dallo sbarco alla battaglia sotto Castrogiovanni era corso un mese incirca, come si argomenta dalla narrazione del Malaterra.
[184]. Malaterra, l. c. Si ricordi che l’esercito si adunò su lo Stretto nei primi di maggio. Messina fu presa verso la metà dello stesso mese.
[185]. Amato, libro V, capitolo XXV. È da notare che Malaterra fa menzione soltanto de’ Cristiani venuti al campo di Maniace; e Amato nel capitolo XXI accenna il medesimo fatto parlando dei soli Cristiani de’ contorni e della sicurtà lor conceduta da Roberto, poi nel capitolo XXV dice venuti al duca sotto Castrogiovanni, ovvero nella ritirata di lì a San Marco, quei del Val de Manne.... por estre aidié de lo duc et que desirroient de non estre subjette a li païen lui firent tribut de or et habondance de cose de vivre.
[186]. Si veggano Fazzello, Cluverio, Amico Dizionario topografico ec. Sono state trovate a San Marco iscrizioni latine di Alunzio. Edrisi nella Bibl. Arabo-Sic., testo p. 32, e presso di Gregorio Rerum Arabicarum, p. 115, fa cenno delle antichità che si notavano in San Marco e ci descrive la importanza della città, centro d’industria agricola e navale.
[187]. Amato, libro V, capitolo XXV. Ancorchè il cronista narri la fondazione del castel di San Marco dopo avere accennato nel capitolo XXIII il ritorno di Roberto a Messina, replica pure questo ritorno nel capitolo XXV, nè può rimaner dubbio che lo esercito si fosse fermato a San Marco durante la ritirata. Si conf. l’Anonimo presso Caruso, p. 838, e la traduzione francese, libro I, capitolo XIV, e Leone d’Ostia, libro III, capitolo XLV.
[188]. Conf. Malaterra, libro II, capitolo XVIII; e Anonimo, l. c.