[197]. Conf. Malaterra, lib. II, cap. XIX, XX, il quale dà alla sposa il nome di Delicia; e l’Anonimo, l. c., che la chiama Iucta (Iudicta). I fatti anteriori all’arrivo di costei in Calabria si ricavano da Odorico Vitale e Guglielmo di Gembloux, citati da M. Gaultier d’Arc. Histoire des Conquétes des Normands en Italie ec., p. 228 segg. L’autore a p. 236 in nota, sostiene che la donzella uscendo del chiostro, mutò nome in Eremberga, supposta da altri seconda moglie di Ruggiero. Si vegga anche un estratto del trattato di Ducange su le famiglie normanne, in appendice all’Ystoire de li Normant, p. 354.

[198]. In oggi due comuni distanti un miglio l’un dall’altro si addomandano Petralia Soprana, e Petralia Sottana. Secondo il D’Amico, Dizionario Topografico, questo è più recente; ma Edrisi dà una sola Petralia con la qualità di Hisn, ossia fortezza in pianura.

[199]. Conf. Malaterra, lib. II, cap. XX; ed Anonimo, l. c.

[200]. Malaterra, lib. II, cap. XX e XXII.

[201]. Antulium presso Malaterra, con la variante Antelium e Antileon nell’Anonimo; la cronaca di fra Corrado, presso Caruso, Bibliotheca Sicula, tom. I, p. 47, ha: «Antellæ quod castrum erat in Sicilia juxta Corleonum.» Però non è dubbia la identità con Entella, il cui nome si trova in altri ricordi da me citati nella Carte comparée de la Sicile ec., index topographique. Il Fazzello, deca I., lib. I, cap. 6, dà un cenno topografico su l’antica città e sul castello, dove si difesero ostinatamente gli ultimi Musulmani di Sicilia contro Federigo imperatore. Un dotto amico mio che visitava questo castello nel 1858, mi ha gentilmente comunicate le note e la pianta ch’egli abbozzò, dalle quali si vede la maravigliosa fortezza del sito, la estensione della città antica, provveduta di cisterne e fosse da grano, e la postura di quello che a ragione si crede il castello saracenico; gli avanzi del quale al par che quelli della città, scompariscono a poco a poco, rubati per adoperarli da materiali di costruzione ne’ paesi all’intorno. Il sito, a cavaliere del fiume Belici sinistro, è notato nella mia carta comparata.

[202]. Nikl, o Nicl, che sarebbero soprannomi (stivale vecchio, ovvero ceppo, ritorta, guerriero valoroso), o Nakhli nome etnico.

[203]. Conf. Malaterra, lib. II, cap. XXII; Anonimo presso Caruso, Bibl. Sic., tomo II, p. 839 e nella traduzione francese lib. I, cap. XV; ed Epistola di fra Corrado, l. c. Il Malaterra narra l’uccisione d’Ibn-Thimna tra la dichiarazione di guerra di Ruggiero a Roberto e l’assedio di Mileto che seguì, al suo dire, al principio (25 marzo) dell’anno 1062. Con queste scorte ho fissata a un di presso la data.

[204]. Malaterra, lib. II, cap. XXI; Anonimo presso Caruso, Bibl. Sicula, tomo II, p. 838, 839, e lib. I, cap. XV della versione francese.

[205]. Conf. Malaterra, lib. II, cap. XXIII a XXVIII; Anonimo presso Caruso, Bibl. Sic., tom. II, p. 839 ad 841; e nella versione francese, lib. I, cap. XV, XVI. L’Anonimo suppone, con manifesto errore, l’imprigionamento di Roberto in Geraci di Sicilia; ed è questa tra le prove che la compilazione fu scritta nel secolo appresso e nell’isola.

[206]. Malaterra. Forse si deve intendere di militi, o diremmo lance, ed accrescere il numero de’ cavalli a mille in circa. La data si ritrae da ciò che Ruggiero liberavasi da’ suoi nemici in Traina, nel cuor dell’inverno, dopo quattro mesi d’assedio. Vanno dedotte inoltre due o più settimane corse dall’arrivo al principio della sollevazione.