[334]. Il Reiske, Annali di Abulfeda, tom. III, nota 260, credè trovare in questa corrotta lezione delle cronache cristiane il nome d’Ibn-el-Wardi; nel che l’ha seguito il Wenrich. Ma la correzione non mi pare niente certa.
[335]. Si vegga il lib. IV, cap. XIV, pag. 526, 527 del secondo volume.
[336]. Malaterra, lib. III, cap. I.
[337]. Malaterra, lib. III, cap. I, scrive ad infestandam Catanam. Ritraendosi ch’egli avesse occupata Catania il 1071 e che la si tenesse per lui il 1076, parmi si debba intendere l’infestagione del contado.
[338]. Malaterra, lib. III, cap. VII.
[339]. Malaterra, lib. III, cap. VIII, IX. Si confronti l’Anonimo, presso Caruso, Bibl. Sic., pag. 847; Fra Corrado, anno 1075; Lupo Protospatario, 1076, il quale dice preso a Mazara il nipote del re di Affrica con 150 navi: ma cotesta tradizione ripugna a quella più autorevole del Malaterra.
[340]. Si vegga qui appresso la fazione marittima del 1085 sopra Nicotra.
[341]. Malaterra, lib. III, cap. X, e XXX.
[342]. Malaterra lo chiama Hugo de Gircaea praeclari generis a Cenomanensi provincia; l’Anonimo Hugo de Brachia, presso Caruso, Bibl. Sic. p. 847 e la trad. francese, pag. 298, Hugue de Brechie, e lo dice genero del Conte. Si confronti Ducange, Les familles normandes, nella edizione di Amato, per Champollion, pag. 357. Le parole dell’Anonimo quem dominum Cathaniae praefecerat, fan supporre Ugo feudatario di Catania.
[343]. Malaterra, lib. III, cap. X; Anonimo presso Caruso, Bibl. Sic., pag. 848; Fra Corrado, anno 1076.