[458]. Considerazioni, vol. I, Prefazione, pag. xx segg. lib. I, cap. ij, pag. 43-44.

[459]. Non occorre citare le molte carte greche di Messina, nè le poche che si conoscono di Traina, quando abbiamo tante testimonianze dirette su quelle popolazioni. Ne fan fede per le altre i diplomi seguenti:

Rametta, 1096, traduzione dal greco, presso Gregorio, Considerazioni, tomo I, pag. xxvj delle note; ch’è sentenza con giudici e testimonii greci e alcuno forse latino: Giovanni Melo, Pietro Ricato, Niccolò Tisita, ec.

San Marco, 1110, testo greco, edito dal Buscemi nella Biblioteca Sacra, Palermo, 1832, vol. I, pag. 375 segg. donazione al Monastero di San Barbaro. La traduzione latina, con la data del 1097, fu pubblicata dal Martorana, nella sua Risposta al Buscemi, pag. 48, estratto dal Giornale di Scienze e Lettere per la Sicilia del 1831. Cf. Spata, Pergamene, pag. 215.

Librizzi, 1117, traduzione dal greco, presso Gregorio, Considerazioni, lib. I, pag. lvj, lvij delle note, con nomi di frati, di Lipari e di Patti, alcuno dei quali francese e un Filippo arabo, monaco. V’ha dei nomi di notabili del paese, manifestamente greci e alcuno italico: come Niccolò di Filippo, Niceta Gallo, Niccolò Gala, Filippo Manca, Giovanni Gaitane, Andrea Police.

Monastero di San Filippo di Fragalà presso il Comune di Mirto, molti diplomi greci dati dal 1090 al 1145, pei quali furono donati a questo celebre monastero greco di Sicilia de’ villani, tra i cui nomi patronimici notansi; Bruno, Corte, Niccolò Faber, Claudus Stephanus, Galatano de Flavanu, Teodoro Accomodato, ec. presso Pirro, Sicilia Sacra, pag. 1027, 102; ignorandosi pure se que’ vocaboli di Faber e Claudus fossero stati tradotti dal greco o si trovassero trascritti nel testo.

Ἀχάρων (Alcara li Fusi?) 1118 (?) greco, pubblicato non felicemente dal Buscemi, op. cit., pag. 365. Cf. Spata, op. cit., pag. 291.

Cefalù, 1131, traduzione latina dal greco, presso il Pirro, op. cit., pag. 799; e platea greco-arabica dei villani, citata poc’anzi a pag. 205.

Siracusa, 1104, diploma latino, nel quale si fa espressa menzione del clero greco e clero latino, presso Pirro, op. cit., pag. 619.

Aci e Catania, 1095, 1144, platee de’ villani arabo-greche, nell’Archivio della Cattedrale di Catania. Si vegga inoltre per Catania la carta di franchigia del 1168, presso Gregorio, Considerazioni, lib. I, cap. IV, nota 21, nella quale si legge: Latini, Græci, Judæi et Saraceni unusquisque juxta suam legem judicetur.