[460]. Per esempio in Vicari, 1098, diploma greco in favore d’un monastero, al quale furono donati de’ villani di varii paesi, con nomi musulmani, greci e fors’anco italici: Niccolò figlio di Vitale, Basilio, Sabato, Goffredo, Ziero ec. Traduzione latina presso il Pirro, op. cit., pag. 295. Notinsi anco i nomi greci tramezzati a italiani e francesi di Vicari e Cammarata nel diploma del 1175, presso Gregorio, De supputandis, ec., pag. 55, ripubblicato da Spata, Pergamene, pag. 451 segg.
[461]. Ricordisi l’arcivescovo greco che trovarono i Normanni entrando in Palermo. Quivi era nel 1138 un protopapa greco, secondo il diploma pubblicato nel Tabulario della Cappella Palatina a pag. 8. La stessa raccolta racchiude molte altre carte greche dal 1141 sino a tutto il secolo XIII. Lo stesso attestano non poche iscrizioni bilingui e trilingui.
[462]. Di Giovanni, Ebraismo in Sicilia, passim; Gregorio, Considerazioni, lib. I, cap. j, pag. 7, 15; Zunz, Zur Geschichte und Literatur, Berlino, 1845, vol. I, pag. 487. Ognun sa che nel viaggio, vero o finto, di Beniamino da Tudela, compilato in ogni modo con ottime notizie verso il 1170, sono annoverati 200 giudei in Messina e 1500 in Palermo: traduzione inglese di Asher, Londra, 1840, pag. 159 segg. Si vegga intorno questo viaggio il Lelewel, Géographie du moyen-âge, tomo IV, pag. 37 segg.
Nella platea di Catania data del 1144, dopo gli schiavi, leggonsi i nomi di 25 famiglie di Giudei. Ve n’era anco (1120?) in Siracusa.
[463]. Lib. III, cap. I, pag. 32 segg. del secondo volume.
[464]. Cap. citato, pag. 35 segg. dello stesso volume.
[465]. Gregorio, Considerazioni, lib. I, cap. j, pag. 5 segg. 10, 17.
In Girgenti la popolazione musulmana vincea tanto di numero la cristiana, che San Gerlando, il 1096, fece fabbricare un immenso castello a rifugio de’ suoi frati, e che il vescovo Gualtiero, il 1141, edificò novelle fortificazioni; usando per tre anni, come cava di pietre, i monumenti Agrigentini. Ch’ei non riposi in pace! Cronichetta de’ Vescovi di Girgenti, presso il Gregorio, op. cit., lib. I, cap. I, nota 14.
Si ricordino anco le varie narrazioni d’Ibn-Giobaîr, Journal Asiatique di dicembre 1845 e gennaio 1846, ed Archivio Storico Italiano, vol. IV, Appendice, N. 16, dove si dice delle popolazioni musulmane di tutti i villaggi tra Palermo e Trapani, della gelosia con che i Cristiani guardavano la ròcca di Monte San Giuliano, ec.
[466]. Libro III, cap. I, pag. 32, segg. del 2º volume. I nomi etnici che seguono son cavati dai diplomi e riscontrati col Lobb-el-Lobâb, con Ibn-Kaisarani, Dsehebi, il Merasid-el-Ittilâ e le altre opere che citerò ne’ singoli casi.