[503]. Presso Caruso, Bibl. Sic., de’ primi a p. 419, 444, 450, e de’ secondi a’ luoghi citati qui appresso. Si vegga anco Romualdo Salernitano, presso Caruso, op. cit., pag. 868.

[504]. Presso Gregorio, Considerazioni, lib. I, cap. IV, nota 25. Il Gregorio non porta la data; ma la non può essere posteriore al 1153.

[505]. Falcando e Romualdo Salernitano, presso Caruso, op. cit., pag. 440, 442, 443, 868.

[506]. Falcando, presso Caruso, op. cit., p. 448, 462, 480, 481.

[507]. Deca I, libro I, cap. VI, e libro X, cap. I e II, per Aidone; e per San Fratello, Deca I, libro IX, cap. IV, dove si legge et Longobardorum, ut ex incolarum idiomate colligitur, oppidum. E ciò conferma l’Amico, nel Dizionario topografico.

[508]. Pirro, Sicilia Sacra, pag. 582, 588.

[509]. Diploma dell’imperator Federigo, dato di Cremona il 20 febbraio 1248, (Historia Diplomatica Friderici II, tom. VI, p. 695) dal quale si vede che Corleone era stata conceduta molto innanzi a’ lombardi Oddone e Bonifacio de Camerano, e Scopello anche prima di Corleone.

[510]. Questa opinione del dottissimo Tedoro Wüstenfeld, è sostenuta dal fatto che il nome di Scopello, non arabico al certo nè greco, si trova nella provincia di Novara in Piemonte e comparisce in Sicilia allo scorcio dell’XI secolo.

[511]. Ho citate le sorgenti nella mia Storia del Vespro Siciliano, cap. II, edizione del 1866, vol. I. p. 18, 22.

[512]. Continuazione di Saba Malaspina, presso Gregorio, Biblioteca Aragonese, tomo II, pag. 356.