[523]. Si confronti ciò ch’egli dice di Nicosia e di Aidone e San Fratello ne’ luoghi citati di sopra.

[524]. Catania 1857, in 8º. Si vegga la Prefazione, p. 47 e seg., e i canti di San Fratello e Piazza, p. 332 seg.

[525]. Lettera indirizzatami dal professore Angelo De Gubernatis, pubblicata nel Politecnico di Milano, giugno 1867, pag. 609, segg.

[526]. Secondo i quadri delle entrate e spese de’ Comuni italiani nel 1858, pubblicati il 1863 nella Rivista dei Comuni, Caltagirone possedea, tra fitti di terre e canoni, con una popolazione di

24,417anime,L.313,558
Palermo194,463»»236,215
Messina103,324»»95,609
Catania68,810»»38,523

Notisi esser compresi in cotesti patrimonii i beni urbani, che sono molto maggiori nelle grandi città che nelle piccole, e che non risalgono di certo all’XI e XII secolo.

[527]. Un diploma di Guglielmo I, dato il 1 maggio 1160, attesta che i fedeli uomini di Calatagerun avessero comperate dal re Ruggiero e da Guglielmo stesso, le terre dette di Fatanasino e di Iudica per 40,000 tarì di Sicilia, Pergamena del Municipio di Caltagirone, della quale io ho una copia. È citato anco ne’ ricordi municipali un diploma del 1 settembre 1143, il quale, da quanto ne so, or è perduto.

[528]. Secondo i quadri ch’io ho testè citati, vien dopo Caltagirone e Palermo, la città di Mistretta, con una popolazione di 10,638, ed un patrimonio territoriale di L. 102,926, e immediatamente dopo Messina, occorre Nicosia, popolazione 14,731, e patrimonio L. 89,783.

[529]. Fazzello, Deca I, libro X, cap. 2; Amico, Dizionario topografico della Sicilia, alla voce Caltagirone; Aprile, Cronologia universale della Sicilia p. 64 seg., 91 seg. A rincalzare la tradizione, era citato un diploma che non si ritrova, e una lapide del campanile di San Giorgio, che più non esiste.

[530]. Si vegga il cap. VI di questo libro, p. 153 del volume, nota 1. Debbo le notizie locali, le copie e fac-simile del diploma del 1160, e d’un altro del 1201 e quella della Cronica di Camopetro, al signor avv. La Rosa di Caltagirone, che mandolle nel 1847 in Parigi al barone Friddani, il quale le avea richieste per me.