[548]. Si vegga il cap. IV di questo libro, p. 107, del volume, intorno i prigioni di Bugamo.

[549]. Presso Pirro, Sicilia Sacra, p. 771.

[550]. Morso, Palermo Antico, documento nº VI, p. 344, diploma della prima metà del XII secolo.

[551]. Constitutiones Regni ec., libro III, titolo ij, iij, p. 162, 163, e più esplicitamente nelle Assisae, stesso volume, p. 232, Rescriptum pro Clericis. Era vietato in generale ai vescovi di ordinare sacerdoti de’ villani, senza permesso dei Signore; ma si spiegava così, che il divieto fosse assoluto (tolto il caso di estremo bisogno) pei villani obbligati a servire, intuitu personæ, ut sunt adscriptitii et servi glebæ et alii hujusmodi, ma che i vincolati respectu tenimentorum vel aliquorum beneficiorum, poteano rinunziare a que’ beni e farsi chierici.

[552]. Diplomi presso Pirro, Sicilia Sacra: del 1091, p. 521, del 1093, p. 695, del 1094, p. 771, del 1134, p. 976, oltre quelli citati di sopra e moltissimi altri. In uno del 1083, a p. 1016, si legge villicos.

[553]. Diplomi, ne’ Regii Neapolitani Archivii Monumenta, tomo V: del 1087, p. 117; del 1092, p. 140; del 1126, p. 521 ec.

[554]. Diplomi greci dell’archivio di Palermo, pubblicati dal sig. Spata, Pergamene, ec.: del 1101, p. 192; del 1112, p. 234; del 1116, p. 242; del 1136, p. 265; diploma del 1143, nel Tabulario della Cappella Palatina di Palermo, p. 14; e un altro arabo-greco del Monistero di Morreale, inedito, dato il 1151. La stessa voce occorre in parecchi diplomi greci del Napoletano, pubblicati dal Trinchera, Syllabus, ec. del 1130, a p. 139; del 1154, a p. 199, del 1165, a p. 219, risguardanti alcuni monasteri di Calabria.

[555]. Diplomi arabi inediti del 1145 (Chiesa di Morreale); 1177? (Chiesa della Magione in Palermo); 1178 e 1183 (Chiesa di Morreale).

[556]. Diplomi greci, presso Spata, Pergamene, ec., del 1099, rinnovato il 1114, p. 237; del 1101, p. 192; del 1116, p. 242; del 1123, p. 409. Occorre anco lo stesso nome generico in un diploma greco del 1098, pubblicato dal Buscemi, nella Biblioteca Sacra, vol. I, Palermo, 1832, in 8º, p. 212, la cui traduzione latina si ha dal Pirro, Sicilia Sacra, p. 293; e nel diploma arabo-greco del 1151, citato nella pag. prec., nota 4. E similmente nei diplomi greci del Napoletano, per esempio uno del 1145, presso Trinchera, Syllabus, p. 182, ed un altro dello stesso XII secolo, op. cit., p. 557. Non occorre citare i diplomi latini.

[557]. Diploma greco-arabico inedito, del 1095, appartenente alla Chiesa di Catania, nel quale il ruolo dell’Ahl-Liagi (gente di Aci), è tradotto Πλάτια τῶν αγαρηνῶν τοῦ Γιάκιου (Ruolo degli agareni di Aci); ed un altro anche greco-arabico della medesima data, appartenente alla Chiesa di Palermo e contenente una donazione di uomini, buoi e terre, fattale dal conte Ruggiero, dove al vocabolo αγαρήνοι risponde anco l’arabico rigiâl, ed in una spedizione latina, presso Pirro, Sicilia Sacra, p. 76, il vocabolo villani. Il nome agareni occorre in molti diplomi latini.