[1]. Intorno l’età dei due figliuoli di Adelaide, si vegga il libro precedente, cap. vij, pag. 195 di questo volume.

Adelasia e Simone sono nominati ne’ seguenti cinque diplomi: anno 1101, ottobre, presso Spata, Pergamene, pag. 191; anno 1102, Pirro, Sicilia Sacra, pag. 1028; anno 1105, Gregorio, Considerazioni, lib. I, cap. ij, nota 30; anno 1105, maggio, due diplomi, Spata, op. cit., pag. 203 212. La data poi della morte di Simone si scorge da un diploma presso Pirro, op. cit., pag. 697, dove l’anno 1108 è contato quarto del consolato di Ruggiero. È da avvertire che nell’Ughelli, Italia Sacra, ediz. Coleti, tomo IX, pag. 291, si trova un diploma di Ruggiero conte di Calabria e di Sicilia del 1104, XIIª indizione. Forse l’anno è da correggere 1119, poichè, oltre il nome di Ruggiero che non era per anco salito al trono il 1104, v’ha quello di Goffredo vescovo di Messina, il quale par sia stato promosso alla sede verso il 1108 e sia vissuto fino al 1120: il Pirro, op. cit., pag. 385, reca un diploma del suo predecessore Roberto, dato il 1106.

[2]. Di Ruggiero secondo, con Adelaide o solo, abbiamo, oltre l’or citato diploma del 1108, i seguenti: anno 1109, Spata, op. cit., pag. 214; anno 1110, febbraio, Neapolitani Archivii Monumenta, tomo VI, pag. 180, e presso Ughelli, tomo citato, pag. 129 (erroneamente citato dal Gregorio, Considerazioni, lib. I, cap. vj, nota 16, con la data del 1113); anno 1110, aprile, Spata, op. cit., pag. 223; anno 1110, Pirro, op. cit., pag. 1028; anno 1111, Pirro, op. cit., pag. 772; anno 1112, marzo, dato di Messina, Spata, op. cit., pag. 229; anno 1112 giugno, Pirro, op. cit., pag. 81; anno 1112, novembre, Spata, op. cit., pag. 233.

[3]. Alberti Aquensis, lib. II, cap. 13, 14; Fulcherii Carnotensis, anni 1113, 1116, 1117; Anonymi Historia, Hierosolimitana, anni 1113, 1116; Wilelmi, Arch. Tyrensis, lib. XI, cap. 21, 29; Odorici Vitalis, Hist. Eccles., lib. XIII; Bernardi Thesaur., cap. 100, presso Muratori, Rer. Ital. Scr., tomo VII; Sicardi Ep. Cremon. presso Muratori, tomo cit., pag. 590, 591. La data della morte di Adelaide si ha dalla lapide sepolcrale, presso Pirro, Chronologia Regum Siciliæ, pag. xiv, e presso Gualterio, nella raccolta del Burmanno, tomo VII, pag. 1219, nº lxxxiij.

[4]. Anonymi Historia Sicula, presso Caruso, Bibl. Sic., pag. 856 e versione francese, nella edizione dell’Amato, Ystoire de li Normant, pag. 312. Replica coteste parole Romualdo Salernitano, negli annali, presso Muratori, Rer. Ital. Scr., tomo VII.

[5]. Historia ecclesiastica, lib. XIII, presso Duchesne, Hist. Norm. Script., pag. 897. Si confrontino gli estratti di questa cronica presso Caruso (Bibl. Sic., pag. 920) al quale parve cosa lodevole mutilare il racconto, per toglier tutti i fatti e le parole che potessero ingiuriare Ruggiero o la madre.

[6]. Le cronache italiane non danno tal nome, nè lo troviamo nei diplomi. Pur quello del maggio 1105, citato nella pagina precedente, nota 1, contiene i nomi dei ministri di quel tempo, ossia gli Arconti: Niccolò camarlingo, Leone logoteta, ed Eugenio, che potrebbe essere per avventura l’ammiraglio di tal nome. Non è segnato nè anco Roberto nell’importante diploma di giugno 1112, che ricordammo or ora, del quale ci occorrerà dire più largamente. Un diploma del 1142, del quale abbiamo uno squarcio dal Gregorio, Considerazioni, lib. I, cap. vj nota 9, dà i nomi de’ commissarii deputati da Adelaide per decidere una importante lite feudale, cioè Roberto Avenel, Ruggiero de Mombrai, Raoul de Belbas e Roberto Berlais. La nota famiglia Avenel non ha che fare co’ duchi di Borgogna; e Roberto era in Sicilia molto tempo pria della reggenza, leggendosi il suo nome ne’ diplomi del primo conte.

[7]. Alexandri Abbatis, etc. presso Caruso, Bibl. Sic., pag. 258, 259.

[8]. Nel Gregorio si legge Lieraris. Questo è errore di trascrizione del traduttore latino, poichè le copie del testo greco, hanno Αιεζερις, Αιεζαρις. Probabilmente Liezeri è trascrizione del nome Eleazar che portava il signore di Galati figlio di Guglielmo Mallabret, secondo un diploma greco del 1116, presso Spata, Pergamene, pag. 241. Alla forma, questo Eleazar si direbbe soprannome arabico, el-Azhar, ossia “il risplendente:” e non sarebbe nuovo, dopo quello del Cid (Sid), questo esempio d’una appellazione che i Cristiani avessero tolta dalla lingua degli Arabi. Men verosimile parmi l’imitazione del nome giudaico Eleazar.

[9]. La versione latina di questo diploma, fu pubblicata in parte dal Gregorio, Considerazioni, lib. I, cap. vj, nota 9. Noi n’abbiamo già data notizia più largamente nel lib. V, cap. x, pag. 286 del volume, nota 1.