In cotesti versi, per vero, è detto della ritirata del naviglio siciliano e della paura che gli avean fatta le navi zirite, ma non si fa parola di zuffa, nè di sangue sparso. Similmente la kasida d’Ibn-Hamdis che si legge nel solo Ms. della Vaticana, a pag. 127 della copia del professor Sciahuan, non allude menomamente a fazione combattuta, ancorchè la si estenda di molto descrivendo il terribile aspetto delle harbîe mandate dal signore di Mehdia contro le galee venute di Sicilia a Kâbes (così va corretto il nome di Fas, ossia Fez), l’anno 512. Dal silenzio de’ cronisti e sopratutto da quello de’ due poeti, argomento che il Tigiani, avendo per le mani qualche racconto non compiuto di Abu-s-Salt, abbia confusa la prima spedizione di cui trattiamo, con qualche fazione della guerra che poi si combattè tra Alì e Rafi’ aiutato da Ruggiero; forse la vittoria navale degli Ziriti alla quale accenna Ibn-Khaldûn, con data che pare erronea.
[63]. Ibn-el-Athîr, Nowairi e Ibn-Abi-Dinar.
[64]. Ibn-Khaldûn non cita questo fatto.
[65]. Poesia citata nella nota 2 della pagina precedente.
[66]. Ibn-el-Athîr, Nowairi, Ibn-Khaldûn, Ibn-Abi-Dinar.
[67]. Ibn-Khaldûn.
[68]. Ibn-el-Athîr, Baiân, Nowairi, Tigiani, Ibn-Abi-Dinar.
[69]. Si confrontino: Ibn-el-Athîr, anno 511, testo nella Biblioteca arabo-sicula, pag. 280 seg. e nella edizione del Tornberg, vol. X, pag. 370; Tigiani, testo nella Bibl. citata, pag. 382 segg., 392 segg. e traduzione francese di M.r Rousseau, pag. 93 e 244 (ne’ quali luoghi la traduzione va corretta per migliori lezioni di un altro Ms. acquistato di poi da Mr. Rousseau); Nowairi, sotto gli anni 511 e 512, testo nella Bibl. citata, pag. 454; Ibn-Khaldûn, Storia de’ Berberi, testo nella Bibl. citata, pag. 486 e 488, testo di Algeri, tomo I, pag. 208 e 215, e versione francese del baron de Slane, tomo II, pag. 26 e 36; Ibn-Abi-Dinar, testo nella Biblioteca citata, pag. 535, e versione francese (Histoire de l’Afrique de.... Kaïrouani, traduite par MM. Pellissier et Rémusat), pag. 152.
Ibn-Khaldûn, nel primo de’ luoghi citati, dice che l’armata siciliana veniva in aiuto di Rafi’ per infestare la costiera ed appostare il naviglio zirita, e che Alì rinnovò il suo navilio. Nell’altro luogo accenna con pari laconismo ad una vittoria navale dagli Ziriti sopra i Siciliani, ma aggiugne che Alì arruolò allora tribù arabe e navi e andò allo assedio di Kâbes il 511. La cronologia non è osservata di certo in questo secondo frammento; nè lo si può mettere di accordo col primo, se non che supponendo la guerra navale, condotta con varia fortuna. Il Baiân, testo, ediz. del Dozy, pag. 316, e nella Bibl. ar. sic. pag. 370, sotto l’anno 512 fa parola soltanto delle ambascerie di Ruggiero a Mehdia.
[70]. Cotesti fatti, d’altronde notissimi, sono raccontati, con qualche diversità nelle date e ne’ particolari, da Ibn-el-Athîr, anno 448, edizione del Tornberg, vol. IX, pag. 425 segg.; dagli Annales Regum Mauritaniæ, edizione del Tornberg, vol. II, pag. 100 segg.; e da Ibn-Khaldûn, Histoire des Berbères, traduz. del baron de Slane, tomo II, pag. 67 seg. Secondo la traduzione degli Annales, per Tornberg, pag. 106, il ribât sarebbe stato in mare. Ma il testo ha bahr, che si dice anco di gran fiume, e così la tradizione s’accorderebbe con quella, molto precisa d’Ibn-Khaldûn.