[71]. Si vegga il lib. V, cap. I, pag. 12, del presente volume.
[72]. Ibn-el-Athîr, testo, anno 407, edizione Tornberg, vol. IX, p. 205. Si riscontri il Dozy, Histoire des Musulmans d’Espagne, tomo IV, pag. 304, e Recherches, etc. seconda edizione, tom. II, pag. XXIX XXX, dove è notato un anacronismo d’Ibn-Khaldûn, Histoire des Berbères, traduz. del baron de Slane, tomo II, pag. 79. L’occupazione di Denia per Moktadir torna, secondo gli autori seguiti dal Dozy, al 1079, ancorchè Ibn-el-Athîr la riferisca al 478 (1085-6).
[73]. Abbiamo la narrazione di questa impresa per Lorenzo Vernese, contemporaneo, il quale dà preziosissimi ragguagli, e più importanti compariranno quando il Bonaini ristamperà, com’egli ha promesso, questa cronica, sopra un Ms. ch’ei ne ha alle mani, molto migliore di quello che servì al Muratori. Per ora usiamo la edizione del Rerum Italic. Script., tomo VI, pag. 111, segg. Si confronti con la Chronica varia Pisana, nello stesso tomo del Muratori, pag. 101 segg. e con Marangone, nell’Archivio Storico Italiano, tomo VI, parte II, pag. 7 e 8. Degli Arabi si vegga il Baiân-el-Moghrib, testo, ediz. del Dozy, tomo I, pag. 314, e Ibn-Khaldûn, Histoire des Berbères, traduz. de Slane tomo II, pag. 206.
[74]. Lorenzo Vernese, op. cit., pag. 154; Ibn-Khaldûn, Histoire des Berbères, l. c., dice che Mobascer domandò gli aiuti ad Alì-ibn-Jûsuf.
[75]. Ibn-Khaldûn, Prolegomeni, testo di Parigi, parte II, pag. 37, e traduzione francese del baron de Slane, parte II, pag. 43. La data si vede dalle scorrerie ne’ dominii di Ruggiero, le quali or or narreremo.
[76]. Dozy, Histoire des Musulmans d’Espagne, tomo IV, pag. 263, nota 4.
In due elegie scritte da Ibn-Hamdis l’anno stesso ch’ei morì (527= 1132-3) per un kaîd Ibn-Hamdûn, si fa ricordo anco del trapassato kaîd Abu-Mohammed-Meimûn; ma le vaghe lodi di virtù guerriera prodigate a costui, non danno alcuno indizio ch’egli appartenesse alla famiglia della quale noi trattiamo. Coteste elegie si trovano nel Diwan d’Ibn-Hamdis, Ms. di Pietroburgo, fog. 60 verso e 61 verso; della prima delle quali io ho dato il titolo nella Bibliot. ar. sicula, pag. 572. Mancano entrambe nel Ms. della Vaticana.
[77]. Il Marrekosci, testo, edizione del Dozy, pag. 149, narra che i Musulmani di Almeria, disdetto il nome almoravide, voleano far principe il kaîd-Abu-Abd-Allah-ibn-Meimûn, ma ch’egli ricusò dicendo: esser uomo di mare, facessero assegnamento sopra di lui contro le armate nemiche, ma dessero il principato ad un altro.
[78]. La rivolta dell’ammiraglio è accennata da Ibn-Khaldûn, il quale nella Histoire des Berbères, vol. II, pag. 183 della traduzione, gli dà il nome di Ali-ibn-Isa-ibn-Meimûn; e ne’ Prolegomeni, l. c., parla di tutta la famiglia de’ Beni-Meimûn “signori di Cadice.” Si vede ch’e’ stavano a cavallo sul mare, tra le Baleari, Denia, Cadice e Almeria.
[79]. Mi par bene raccogliere qui i luoghi degli annali, ne’ quali si fa menzione di questa famiglia: