1137. Ne’ mari di Spagna, 22 galee genovesi inseguono le 40 di Gaito Maimone d’Almeria. Caffaro. Ann. Januenses, presso Muratori, Rer. Ital. Scr., tom. VI, pag. 259.

1159. Mohammed-ibn-Abd-el-Azîz-ibn-Meimûn, capitano dell’armata del principe almohade Abd-el-Mumen all’assedio di Mehdia, respinse l’armata siciliana venuta in soccorso del presidio. Il nome è ricordato dal Tigiani (Ms. di Parigi Supp. Arabe 911. bis, fog. 140 verso) aggiugnendo ch’ei fosse “di quella casa sì celebre di capitani navali”; ma queste parole mancano a lor luogo nella traduzione francese che fece sopra altro Ms. Mr. Alphonse Rousseau, della quale si veggano le pagg. 262, 264. Il fatto di Mehdia è raccontato dallo stesso Tigiani nello squarcio ch’io pubblicai nella Biblioteca arabo-sicula, testo pag. 402.

1161. Oberto Spinola, con 5 galee si presenta nel porto di Denia, dove Lupo, re di Spagna, gli paga 10,000 marabot (moneta degli almoravidi) e gli concede libero il commercio. Caffaro, op. cit., pag. 267. Secondo Ibn-Khaldûn, Berbères, traduz. II, 207, Lob (Lupo) ibn-Meimûn era ammiraglio degli Almohadi in quel tempo. La pace fermata tra lui ed i Genovesi è attestata anco da un diploma del 1162, nel Liber Jurium Reipubl. Januensis, tomo I, pag. 210.

Si vegga anco, su i fatti de’ Beni Meimûn, il Gayangos, traduzione del Makkari, Mohammedan Dynasties in Spain, tomo II, pag. 547, nota. Non assento al dotto traduttore che cotesta famiglia fosse berbera, della tribù di Lamtuna. Mi pare piuttosto spagnuola e forse di origine cristiana. Meimûn era de’ nomi che i Musulmani solean dare a’ liberti.

[80]. Valgano le autorità citate nella nota precedente sotto l’anno 1122. Si aggiunga Ibn-el-Athîr, anno 517, nella Bibl. ar. sic., pag. 282, il quale, senza dare il nome d’Ibn-Meimûn, dice saccheggiata Nicotra da un’armata degli Almoravidi.

[81]. Ibn-el-Athîr, loc. cit.; Baiân, testo del Dozy, pag. 317 e della Bibl. ar. sic., 371, anno 516; Ibn-Khaldûn, Storia dei Berberi, testo, nella Bibl. ar. sic., pag. 487 e nella versione francese, II, 27; Tigiani, Rehela, testo nella Bibl. ar. sic., pag. 394 segg. e nella versione francese, pag. 245 segg.; Ibn-Abi-Dinar, testo, nella Bibl. ar. sic., pag. 536 e nella versione francese pag. 153. Cotesti scrittori, che visser tutti dopo il XII secolo, par abbiano compilata la guerra del 1123 sopra due o tre cronisti contemporanei e su le relazioni ufiziali delle quali si farà menzione. De’ Cristiani abbiam solo Guglielmo di Tiro, citato poc’anzi a pag. 378 in nota. L’Abate di Telese allude alle conseguenze di questa impresa, quando, nel raccontare fatti del 1127, ei dice: “Cumque (Rogerius) ad alias iterum occupandas insulas terrasque attentius persisteret, etc.” Presso Caruso, Bibl. sicula, pag. 259.

[82]. Baiân, Ibn-el-Athîr, Tigiani, Ibn-Khaldûn.

[83]. Veggasi Romualdo Salernitano, anni 1121-1122, presso Muratori, Rer. Italic. Scr., tomo VII, pag. 183.

[84]. Si veggano le condizioni della corte di Mehdia in questo tempo dal Nowairi, testo, nella Bibl. ar. sic., pag. 456.

[85]. Baiân.