[86]. Si confrontino Ibn-el-Athîr, il Baiân, e la Relazione ufiziale trascritta in parte dal Tigiani.
[87]. Tigiani e Ibn-Khaldûn.
[88]. Ibn-el-Athîr, Baiân, Tigiani. È notevole che il Baiân dica delle Kabile chiamate e degli Arabi condotti. Evidentemente la prima denominazione indica qui gli abitanti antichi, arabi e berberi. Tigiani dice: le Kabile di Arabi e altri. Kabîla in arabico significa tribù.
[89]. Baiân.
[90]. Relazione, presso Tigiani.
[91]. Ibn-el-Athîr, Baiân.
[92]. Si vegga il nostro lib. I, cap. v, vij, pagg. 111, 112, 165 del 1º volume e il cap. ij del lib. V, pag. 81 del presente.
[93]. Questo fatto non si ritrae da’ cronisti, ma da una kasîda d’Ibn-Hamdîs, scritta a bella posta dopo il caso di Dimas. Nella quale il poeta, vantando il conquisto musulmano della Sicilia e le scorrerie nelle quali i Musulmani avean prese le donne dei Rûm, continua:
“E Cossira, dove si veggono i teschi degli avi loro; i teschi de’ cui rottami è cosparso tuttora il terren brullo!”
[94]. Così il Tigiani. E veramente il 21 luglio, secondo il calendario cristiano, cadde in sabato. Questo prova che l’autore seguito dal Tigiani abbia tenuto il conto civile dell’egira, non l’astronomico, che comincia un giorno innanzi. Ibn-el-Athir dice negli ultimi di Giumadi primo, senza specificare il giorno. Così anche il Baiân.