[203]. Si vegga Guglielmo di Tiro, lib. XIV, cap. 9 e 20, su coteste pratiche, alle quali ho voluto accennare perchè le veggo trascurate dagli storici di Sicilia.

[204]. Ottone di Frisingen, Gesta Frider., lib. I, cap. 63.

[205]. Si vegga il capitolo precedente, pag. 421 di questo volume.

[206]. Si confrontino: Niceta Coniate e Cinnamo, presso il Caruso, Bibl. sicula, pag. 1159, segg. 1174 segg.; Ottone di Frisingen, op. cit., lib. I, cap. 33; Continuazione della Cronica di Sigeberto, presso Pertz, Scriptores, VI, 453, 454 (anni 1147 a 1149); Cronica della Cava, anno 1147, presso Pertz, Scriptores, III, 192; Romualdo Salernitano e Dandolo, presso Muratori, Rer. Italic., VII, 191; XII, 282 segg.

Di cotesti scrittori i bizantini e Ottone non portan data. Gli altri pongono i fatti nel 1147. Io credo incominciate le ostilità nel mese di settembre, perchè i due scrittori bizantini le fanno coincidere col passaggio de’ Crociati; e Niceta aggiugne che allora in Costantinopoli si sospettò un accordo tra’ Siciliani e i Tedeschi. Or noi sappiamo da Ottone, op. cit., lib. I, cap. 45, che questi ultimi si trovarono presso Costantinopoli nel mese di settembre. La critica del Muratori e del Le Beau, i quali ho citati nel capitolo precedente, pag. 413, nota 2, accerta del resto le date delle due imprese dell’armata siciliana in Levante, quella cioè del 1147, segnalata per la occupazione di Corfù e le scorrerie nel golfo di Corinto e quella condotta dal 1149 in poi, più gloriosa quantunque men felice. Credo sia da riferire alla prima il guasto dato a Modone del quale il Brompton, nell’Historiae Anglicanae Scriptores, tomo I, pag. 1218.

Quanto alla prigionia e liberazione di Lodovico VIII, si vegga il Muratori, Annali, 1149, e il Di Blasi, Storia di Sicilia, lib. VIII, cap. xxj. Si aggiunga la testimonianza del continuatore di Sigeberto, loc. cit., e la epistola di Lodovico VII a Guglielmo il Buono, data del 1169, pubblicata il 1839, nella Collection de Documents inédits sur l’Histoire de France, tomo I, pag. 3. Non so come l’erudito editore, Champollion-Figeac, seguendo i pregiudizii di molti compilatori francesi, abbia allegate le parole di Lodovico per oppugnare l’opinione del Muratori, che anzi me ne pare confermata.

[207]. Considerazioni, lib. II, cap. ij, alla nota 34.

[208]. Confrontinsi: Ibn-el-Athîr, anno 548, e Ibn-Khaldûn, testo, nella Bibl. ar. sicula, pag. 299, 300, 503, e Romualdo Salernitano, presso Muratori, Rerum Italic., VII, 194, 195, e presso Pertz, Scriptores, XIX, 426.

Il dottor Arndt, editore di Romualdo nella raccolta del Pertz, ha eliminato dalla cronica il presente capitolo, non trovandolo nel testo del codice vaticano. Ei confessa, per altro, non saper conghietturare l’origine di questa interpolazione; mentre di tutte le altre l’ha ritrovata o supposta con fondamento. E che il capitolo sia stato aggiunto dopo il primo dettato del cronista, ognun lo vede leggendo la fine di quello che precede nella edizione del Muratori e il principio di quel che segue, tra i quali due luoghi non si può supporre interruzione. Ciò mal si scorge nella edizione del Pertz, poichè il dott. Arndt, non badando alla data dell’impresa di Bona, riferì il capitolo al tempo di quelle d’Affrica, notate tutte insieme, per un’altra inavvertenza, con l’anno 1146. Il capitolo a me pare estratto dalla originale sentenza della corte de’ Pari, e però non oserei dir che non l’avesse inserito lì lo stesso arcivescovo di Salerno; ancorchè di certo non vi si scorga il suo stile, nè la tiepidezza religiosa d’un uom di Stato par suo, il quale nelle gare della corte di Palermo pendè pur troppo a parte musulmana. Ma cosifatti ostacoli vengon meno ove si consideri che l’autore avrebbe copiata qui una sentenza, dove l’ampollosità delle parole corrisponde all’atrocità del fatto. Che che sia, opera di Romualdo o di altro statista contemporaneo, o foss’anco più moderno che avesse avuta alle mani la sentenza, il ricordo è da tenere genuino e preziosissimo, trapelandone perfino i dubbii che correano su l’ortodossia del re.

[209]. Romualdo Salernitano, presso Muratori, vol. citato, pag. 193, 194.