[245]. Capitolo ij del presente libro, pag. 411.
[246]. L’ultima e più splendida pubblicazione di questo pallio, che chiamavasi di Nuremberg dal luogo dove fu tenuto infino al XVIII secolo, è stata fatta dall’abate Bock nell’opera intitolata: Die Kleinodien des heil. röm. Reichs, Vienna, 1864.
In vece di questo libro, ch’è rarissimo per cagion del prezzo, citerò il Gregorio, Rerum Arabicarum, pag. 172, il quale die’ il disegno della iscrizione e il Reinaud che rifece, correggendola alquanto, la trascrizione e traduzione, nel Journal Asiatique di aprile 1846, pag. 583.
[247]. Si vegga qui sopra la pag. 434.
[248]. Ibn-Giobair, testo, ediz. del Wright, pag. 325 e Bibl. ar. sicula, pag. 84. Io ne detti la traduzione francese nel Journ. Asiat. di dic. 1845, pag. 541, e l’italiana nell’Archivio storico, Appendice cit., pag. 27. Si confronti il nostro Libro IV, cap. xiij, pag. 448 del 2º vol.
[249]. Ibn-Hammâd, nella Bibl. arabo-sicula, testo, pag. 317.
[250]. Diploma greco-arabico della Cappella palatina di Palermo, dato del 6651 (1143) e soscritto da Giorgio d’Antiochia. Il Morso che lo pubblicò nel Palermo antico, pag. 302 e il Caruso che aiutò il Garofalo a ristamparlo nel Tabularium della stessa Cappella, pag. 13, lesser male le due ultime parole; e però tradussero Laus Deo, excelso, magno. Correggo su l’originale ch’io riscontrai nell’ottobre 1860.
La diplomatica e la storia ci hanno serbati gli ’alâma di molti principi musulmani. Si vegga a questo proposito Reinaud, Monuments,.... du Musée Blacas, tomo I, pag. 109, e Documents inédits sur l’Histoire de France, Mélanges, tomo II, p. 52; Ibn-Khaldoun, Histoire des Berbères, versione del baron de Slane, tomo I, pag 27, 31, 42; II, 92, 197, 356; Tigiani, nel Journ. Asiatique di agosto e settembre 1852, pag. 163; il Kartâs, ediz. del Tornberg, pag. 190, 202, della traduzione latina, ec. Io ho dato un altro ’alâma nelle note a Ibn-Giobair, Journal Asiatique di marzo 1846, pag. 214, e dettone anco ne’ Diplomi arabi di Firenze, pag. lxviij e ne’ luoghi quivi citati in nota.
[251]. Diplomi arabo-greci della Chiesa di Catania, dati di settembre e marzo 6653, de’ quali ho avuta copia per cortesia del prof. Cusa.
[252]. Sangiorgio Spinelli, Monete Cufiche, pag. 41, 43, 47, N. clxxxij, cc, ccxxvij, e molte altre. Ve n’ha anco nelle raccolte di Adler, Pietrazewschi, Castiglioni, Marsden; e molte ne ho viste inedite nel Gabinetto di Parigi. Si confronti Mortillaro, Opere, tomo III, pag. 406 a 410, dove nella moneta inedita, N. cij, a pag. 408, è sbagliato al certo il titolo di Ruggiero dal principio alla fine.