[275]. Scehâb-ed-dîn-Omari, grande erudito del XIV secolo, ricordando il Nozhat come il miglior trattato di geografia ch’ei conoscesse, loda Ruggiero di profonda dottrina in filosofia antica e in geometria e dell’avere speso molto tempo e danaro nella compilazione di quella grande opera. Nella Bibl. arabo-sicula, testo, pag. 152.

[276]. Presso Muratori, Rer. Italic., tomo XII, pag. 283.

[277]. Conferma l’accusa Goffredo da Viterbo (presso Caruso, Bibl. sicula, pag. 947) dicendo: «Rogerius Paganus erat de more vocatus.»

[278]. Annali, an. 539, testo nella Bibl. ar. sicula, pag. 288 e nella edizione del Tornberg, tomo XI, pag. 66. Si vegga anco la traduzione francese di Mr. Reinaud, negli Extraits des auteurs arabes, etc., rélatifs aux Croisades, pag. 77.

[279]. Lascio come superflue le citazioni, fuorchè per questa briga con l’Egitto. Si guardi ciò che io n’ho detto nel cap. II, del presente libro, pag. 426, e i cenni che pria n’avea dati nei Diplomi arabi del reale Archivio fiorentino, Introduzione, § XXX, diplomi II, III, IV e V della seconda serie e note ai medesimi, dalla pag. 452 alla 458, intorno le relazioni di Pisa con l’Egitto in questo tempo.

[280]. Ibn-el-Athir, anno 547, nella Bibl. ar. sicula, testo, pag. 300.

[281]. Limitando le citazioni com’ho fatto di sopra, le darò per questa battaglia di Negroponto, le cui circostanze non sono state ben determinate fin qui. Ne fanno parola Niceta Choniate e il Cinnamo, presso Caruso, Bibl. sicula, pag. 1163, 1176; la Continuazione di Sigeberto da Gembloux e Romualdo Salernitano, presso Pertz, Scriptores, VI, 455 e XIX, 429; e il Marangone, nell’Archivio Storico italiano, tom. VI, parte II, pag. 18. I Bizantini, al solito, trascuran la data; Romualdo non la dà precisa; la Continuazione di Sigeberto (che il Caruso, op. cit., pag. 951, attribuisce a Roberto del Monte) la segna con l’anno 1154 e aggiugne una circostanza riferita altresì dal Cinnamo, cioè che l’armata siciliana ritornava appunto dall’Egitto, carica di preda. Or come noi sappiamo dal Makrizi la scorreria d’Egitto dell’agosto 1155, così parrebbe a prima vista che star si dovesse alla data della Continuazione, differendola bensì d’un anno. Ma il Marangone, il quale pon la battaglia nel 1158 pisano, dà su la guerra di Guglielmo I nell’Adriatico e su questa di Negroponto tanti e sì precisi particolari, da mostrar che in quel tempo i Pisani teneano ben gli occhi aperti su i movimenti del navilio siciliano. D’altronde tutte le narrazioni portano a credere che la battaglia di Negroponto sia succeduta, non al principio ma allo scorcio della guerra.

Ritengo io pertanto, col Marangone, la data del 1157 comune. Quella coincidenza con le depredazioni in Egitto si spiega benissimo ammettendo due o più scorrerie dell’armata siciliana, delle quali i cronisti d’Egitto avessero notata una sola, la più strepitosa. E così anche si spiegherebbe l’error di data della Continuazione, il cui autore avrebbe per avventura risaputa la grande scorreria d’Egitto del 1151 o 1155 e la gran vittoria navale sopra i Greci al ritorno dall’Egitto, onde avrebbe creduta identica la data.

[282]. Makrizi, Mowa’iz, testo di Bulak, tomo I, pag. 214. Oltre la data dell’anno e del mese, il compilatore dice ch’era califo Fâiz e vizir Telai’-ibn-Ruzaik, del quale si sa essere entrato in ufizio il 1º giugno 1154. Si vegga anco la Continuazione di Sigeberto testè citata, la quale sembra molto bene informata degli avvenimenti dell’Egitto in questo tempo. Infine il dispaccio di quel vizir ai Pisani, che si legge ne’ Diplomi del regio Archivio fiorentino, nº V, della seconda serie, pag. 253, il quale pare dell’anno 1156, dice espressamente della recente scorreria de’ Siciliani in Tennis.

[283]. Continuazione di Sigeberto, l. c. Masmudi eran detti gli Almohadi dal nome della tribù che tenne l’egemonia di quella setta religiosa. Gli assalitori eran dicerto pirati spagnuoli o della costiera d’Affrica a ponente di Bugia.