[301]. Secondo alcuni cominciò l’assedio il 18 regeb (5 agosto 1159). Secondo altri tornerebbe al 12 luglio.
[302]. Marrekosci.
[303]. Ibn-el-Athir, Marrekosci, ec. dicono anche figliuoli di Molûk, ch’è il plurale di Mâlik, re; ma diceasi anco de’ grandi feudatari, come abbiamo avuta occasione di notare. Non mi par che meriti molta attenzione un luogo di Marrekosci, compilatore del XIII secolo, nel quale ei chiama i soldati del presidio “compagni del Duca.”
[304]. L’autore anonimo dell’Holâl-el-Mausciah.
[305]. Gli scrittori musulmani esprimono questo fatto al rovescio, cioè, che la galea entrava nell’arsenale bella e armata senza mettere a terra un sol uomo
[306]. Macchine da lanciar sassi, più piccole che i mangani. Il Kartas, in vero, ch’è qui il solo che faccia menzione di macchine oltre i mangani, le chiama ra’ade, cioè “tonanti,” il qual nome fu dato alle artiglierie. A me par che l’autore, il quale visse nel XIV secolo e non conoscea per l’appunto quando fosse stato fatto il primo uso della polvere nelle armi da gitto, abbia sostituito di capo suo quella nota voce ad ’arrâde che al suo tempo e nel suo paese potea parere antiquata. Forse fu errore dei copisti, e in ogni modo le lettere radicali, che son le stesse, disposte sì in altro ordine, si prestavano all’equivoco. Nello stesso modo va spiegato un luogo d’Ibn-Khaldûn, autore anch’egli del XIV secolo, secondo il quale le “tonanti” sarebbero state usate in Affrica nel XIII. Si vegga su questo dubbio il bel trattato dei sigg. Reinaud et Favé, Du feu grégeois, Paris, 1845, pag. 75 segg. e si confrontino: Dozy, Historia Abbadidarum, II, 202 e 264 e Ibn-Batuta, Voyages, Paris, 1853-58, tomo III, 148, 194, 238, 396.
[307]. Ibn-el-Athîr, ec.
[308]. Zerkesci.
[309]. Questo fatto è riferito dal solo Marrekosci.
[310]. Falcando.