[311]. Secondo l’Holâl-el-Mausciah, sarebbero state una cinquantina, poichè il numero totale delle navi si fa montare a dugento.
[312]. Ibn-Sceddâd, presso il Tigiani.
[313]. Si confrontino: Ibn-Sahib-es-Selât; Ibn-el-Athir; Marrekosci; il Baiân; Tigiani; il Kartâs; Abulfeda; Ibn-Khaldûn; Zerkesci; Ibn-abi-Dinâr, nella Bibl. ar. sicula, testo, pag. 197, 303-308, 319-320, 374, 401-402, 403-404, 417, 504-506, 523, 540, e l’Holâl-el-Mauscîah ec. (il Pallio variopinto che ricorda gli avvenimenti di Marocco) compendio anonimo, scritto l’anno 783 dell’egira (1381-2) Ms. della Bibl. imp. di Parigi. Ancien fonds, 825, pag. 116. Non cito il Nowairi perch’egli copia letteralmente Ibn-el-Athir in questi capitoli. Di cotesti scrittori ho notate alcune differenze. L’Holâl inoltre attribuisce agli ambasciatori del presidio cristiano appo Abd-el-Mumen, l’adulazione di avergli detto ch’egli era appunto il predestinato alla monarchia universale di che parlavano i loro libri. Del racconto di Tigiani abbiam anco una traduzione francese di M. Alph. Rousseau, nel Journal Asiatique di febbraio 1853, pag. 209 segg. I capitoli più importanti d’Ibn-el-Athir sono stati tradotti in francese dal baron De Slane, nella Histoire des Berbères d’Ibn-Khaldûn, tomo II, Appendice, pag. 585 segg. Similmente i luoghi d’Ibn-Khaldûn, che abbiam citati nel presente Capitolo, si trovano nella citata versione di M. De Slane, tomo II, pag. 38, 39, 193. Il Conde, Dominacion de los Arabes en España, Parte III, cap. xliv, narra distesamente questa impresa di Mehdia, con alcuni de’ particolari notati da noi ed altri che non troviamo ne’ nostri testi. Ma la compilazione del Conde non può tener luogo de’ testi che ci mancano.
Degli autori cristiani son da vedere il Falcando e Romualdo Salernitano, sì discrepanti l’un dall’altro, il primo nel Caruso, Bibl. sicula, pag. 420, 421, il secondo in Muratori, Rer. Italic., VI, 199, e presso Pertz, Scriptores, XIX, 429.
[314]. Si confrontino il Falcando e Romualdo Salernitano, presso Caruso, Bibl. sicula, pag. 412 segg., 419, 421, 865, 866.
[315]. Di questa sola ragione d’economia fa parola il Falcando, op. cit., pag. 421.
[316]. Questo rimprovero l’ho aggiunto io. Pietro era forse caduto in disgrazia o tenuto com’oggi diremmo “in disponibilità.” Ma tornò ben in favore a capo di due anni.
[317]. Falcando, op. cit., pag. 135.
[318]. Si confrontino sempre Falcando e Romualdo Salernitano.
[319]. Si confrontino Falcando e Romualdo Salernitano, op. cit., pag. 434 segg., ed 866.