La Via Coperta, che conducea dall’antica reggia all’antico duomo, rispondeva alla contrada che or giace sotto il piano del Papireto.

[347]. I fatti si ritraggono confrontando il Falcando, partigiano, non cieco però, di Stefano, e Romualdo Salernitano che fu de’ congiurati. Si vegga anco Guglielmo di Tiro, lib. XX, cap. 3.

[348]. Op. cit., pag. 486.

[349]. Romualdo Salernitano, presso Caruso, op. cit., pag. 898-899.

[350]. Abu-Sciama-el-Mokaddesi, nella Biblioteca arabo-sicula, testo, pag. 336. Si riscontri Reinaud, Extraits.... relatifs aux Croisades, pag. 184, secondo il quale la epistola fu scritta il 1182.

[351]. Confrontisi: Ibn-el-Athîr, anno 565, testo del Tornberg, tomo XI, pag. 231 e Makrizi, Mowa’iz, testo di Bulâk, tomo I, pagina 214-215. Compendiò entrambi il Reinaud, Extraits.... relatifs aux Croisades, pag. 143-144.

[352]. Questa impresa del Jemen è narrata da Ibn-el-Athîr, anno 569, testo del Tornberg, XI, 260 segg.

[353]. Si confrontino: Ibn-el-Athîr, anno 569, testo, nella Biblioteca arabo-sicula, pag. 308 segg. e nell’edizione del Tornberg, tomo XI, 292; Ibn-Khaldûn, op. cit., pag. 506 segg.; Ibn-Khallikân nella vita di questo Omâra, versione inglese del baron De Slane, tomo II, pag. 367. M. Reinaud, negli Extraits.... relatifs aux Croisades, pag. 172, dà la traduzione francese di uno squarcio d’Ibn-el-Athîr.

[354]. Si vegga, per questa data, la nota che ponghiamo in fine del racconto.

[355]. Questa particolarità è aggiunta da Ibn-el-Athîr. Secondo Ducange, quel vocabolo, composto del nome etnico e di ποῦλος che in greco de’ bassi tempi significò “figlio”, par abbia designato in origine i figli de’ mercenarii turchi dell’impero bizantino. Poi si addimandarono così i soldati palatini di Alessio Comneno; e i Cristiani di Siria dettero tal nome a’ cavalleggieri. L’appellazione pareva appropriata, per tutti i versi, a’ Musulmani che militavano sotto le bandiere della Sicilia.