[356]. Lo stato delle forze si ritrae dalla lettera di Saladino. Ibn-el-Athîr quasi la copia; Ibn-Khaldûn accresce i cavalli a 2500; Makrizi dice le galee 260; il qual numero io accetto, per la grande accuratezza di quello scrittore nelle cose dell’Egitto e perchè meglio corrisponde ai 50.000 uomini.

[357]. Behâ-ed-din, narrando l’assedio di San Giovanni d’Acri per Barbarossa, descrive la debbâba de’ Cristiani: grande struttura di legno, vestita di lamine di ferro, mobile su ruote, montata da molti combattenti, armata di una trave che terminava in un collo con capo di ferro, e chiamavasi “montone”, la quale, mossa da molti uomini, percotea le mura. Dice egli anco d’una macchina simile che consisteva in una tettoia, sotto la quale gli uomini moveano una trave armata d’un ferro in forma d’aratro; e questa chiamavasi “gatto.” Vita Saladini, pag. 141, 143.

Debbâba è traduzione di “testuggine.”

Si vegga anco Reinaud, Extraits, etc., pag. 291-292. Nell’impresa de’ Siciliani sopra Alessandria occorrono simili denominazioni. La somma della lettera di Saladino, distinguendo i varii corpi dell’esercito siciliano, nomina “gli artefici delle torri e delle debbâba.” Poi nella narrazione dell’assedio leggiamo: “e rizzarono tre debbâba coi loro kebasc (che vuol dir “montone”).... le quali debbâba somigliavano a torri, sì grosso era il legname, sì maravigliosa l’altezza e la larghezza, e sì grande il numero degli uomini che le montavano.”

[358]. Nella somma della lettera di Saladino che ci dà Abu-Sciama-el-Mokaddesi, leggiamo d’un Ibn-el-Bessâr ucciso nel primo assalto da un dardo di gerkh. Op. cit., pag. 333-334. Nella vita di Saladino occorre il plurale giurûkh.

[359]. Ai tempi di Edrîsi, il faro sorgeva a un miglio dalla città per mare e tre per terra. Versione de’ signori Dozy e De Goeje, pag. 166.

[360]. La saldezza delle mura di Alessandria è attestata da Edrîsi, l. c.

[361]. Le lasciaron chiuse, dice il sunto della lettera di Saladino, coi kosciûr. Il singolare kiscr significa “scorza, corteccia” e però ho messo il significalo di “imposte” che non trovo ne’ dizionarii. Par che abbiano alzate quelle che noi diciamo saracinesche, le quali si poneano a varie distanze dentro la lunga volta d’una porta di città o fortezza, ed abbian lasciata socchiusa la porta esteriore.

[362]. Dalla somma della lettera di Saladino parrebbe ciò avvenuto il secondo giorno di combattimento; ma di certo v’ha errore, poichè nello stesso squarcio si dice che lo spaccio era arrivato a Saladino il martedì che fu il terzo giorno dello sbarco (e secondo di combattimento) e il corriere di Saladino ad Alessandria il quarto dello sbarco (e terzo di combattimento) che fu il mercoledì. Ibn-el-Athîr dice espressamente fatta la sortita il terzo giorno di combattimento.

[363]. Ibn-el-Athîr, dal quale sappiamo la spedizione di questo corriere, dice che arrivò “lo stesso giorno della partenza.”