[387]. Si confrontino: l’anonima Historia Hierosolimitana, presso Bongars Gesta Dei, ec., vol. I, pag. 1155 segg.; Marino Sanudo, lib. III, parte ix, cap. 9, op. cit. tomo II, pag. 194; Sicardi vescovo di Cremona, presso Muratori, Rer. Italic., VII, 530; Francesco Pipino, Chronicon, lib. I, cap. xij, op. cit., IX; Bernardi Thesaur. cap. clxix, clxx, op. cit., VII; Chronica Anonima presso Huillard-Breholles, Hist. Diplom. Friderici secundi, ec., tom. I, pag. 890, 894; Continuazione francese di Guglielmo di Tiro, lib. XXIV, cap 5, 7, 11, nel Reçueil des Historiens des Croisades — Historiens Occidentaux, tomo II, pag. 114, 115, 119 e segg.
Le prime imprese di Margarito fecero tanto romore in Levante, che gli ambasciatori di Filippo Augusto a Costantinopoli, ragguagliando il re delle notizie della guerra, diceano presa Giaffa da Margarito, uccisivi 500 Turchi, fatti prigioni otto emiri e presa anco Gebala e trucidati quanti uomini vi si trovarono. Questa lettera è trascritta da Rodolfo De Diceto, op. cit., pag. 641 ed anco dall’autore della Gesta regis Henrici II, attribuita a Benedetto abate di Petersborough, ediz. Stubbs, Londra, 1867, vol. II, pag. 51. Pipino e Bernardo accrescono infino a 200 il numero delle galee siciliane; Sanudo dice 70 galee, 500 uomini d’arme e 300 turcopoli.
[388]. Gli Arabi musulmani chiamano taghiat indistintamente i principi stranieri. Quella voce significa in origine, violento, ingiusto, prevaricatore, ec.
[389]. Traduzione litterale del bisticcio arabo kala’t e tala’t.
[390]. ’Imâd-ed-dîn, nella Biblioteca arabo-sicula, testo, pag. 206, 207. Si confronti Abu-Sciamâ, nella stessa raccolta, pag. 337.
[391]. Secreta Crucis, presso Bongars, Gesta Dei, ec., II, 194.
[392]. Niceta Choniate, De Isaaco Angelo, lib. I, § 5, pag. 483, 484; Sicardi presso Muratori, Rer. Italic., VII, 615; Conradi a Liechtenaw, pag. 232, dell’edizione citata; Continuatio Cremifanentis, presso Pertz, Scriptores, IX, 548; S. Rudberti Salisburgensis Chron., vol. cit. pag. 778. Continuazione di Otone di Frisingen, op. cit., XX, 325; Annales Aquenses, op. cit, XVI, 687; Contin. Weingart., op. cit, XXI, 474 e molti altri cronisti tedeschi. Margarito stesso confessava i tristi principii della sua vita, nel 1194 quand’egli, grande Ammiraglio di Sicilia, conte di Malta, ricchissimo e potentissimo, donava all’Archimandrita di Messina un suo casale “per espiazione dei suoi misfatti.” Chi non ne avea su le spalle di grossi e conosciuti, li solea chiamar peccati. Si vegga presso il Pirro, Sicilia Sacra, pag. 980, questo diploma il quale attesta la patria dell’Ammiraglio: “Nos Margaritus de Brundusio, etc.”
[393]. Si confrontino Niceta Choniate, De Isaaco, lib. I, § 5, e la cronica intitolata Magni Presbyteri, presso Pertz, Scriptores, XVII, 511, la quale inserisce una relazione contemporanea.
[394]. Gesta regis Henrici II, attribuite a Benedetto abate di Petersborough, edizione di Stubbs, Londra, 1867, tomo II, p. 199. Si vegga la pag. xlvij della Prefazione, nella quale il dotto editore dimostra che questa parte fu scritta verso il 1192. Lo squarcio era stato pubblicato prima, sotto il nome di Brompton, nell’Historiæ Anglic. Script., Londra, 1652, I, 1218.
[395]. Eustazio di Tessalonica, Opuscula, Francoforte, 1832, pag. 292, 294, e nella edizione di Bonn, 1842, pag. 457, 464, 466.