[447]. Si vegga il gran lavoro di Mr De Cherrier, Histoire de la lutte des papes et des empereurs de la Maison de Souabe, lib. I, cap. 5 segg.; la monografia del dottor Teodoro Toeche, De Henrico VI. Romanorum imperatore. Normannorum regno sibi vindicante, Berlino 1860; e le critiche di questo dotto opuscolo fatte dal Sig. Adolfo Cohn nel Forschungen zur deutsche Geschichte, tomo I, pag. 437 segg. e dal Sig. Otto Hartwig, nel Selzer’s Monats’blätter di Marzo 1862.
Quanto agli scrittori contemporanei, oltre le antiche edizioni, si possono ora confrontare quelle del Pertz (fino al tomo XXII) e le recenti edizioni delle Gesta Regis Henrici e dello Hoveden (tomo I) pubblicate a Londra del professore Stubbs. La raccolta del Pertz, inoltre, schiude alcune sorgenti che furono ignote ai compilatori della storia di Sicilia.
[448]. Non è superfluo avvertire che il prof. Stubbs, dando nella edizione delle Gesta, ec., II, 133, il capitolo sulle negoziazioni di Riccardo Cuor di Leone con Tancredi, ha ben corretto salmas la voce salines e spiegata tari nel glossario, (II, 257) la voce terrins, ch’era stata variamente alterata e perfino ridotta a terris; le quali voci il Caruso (Bibl. sic., pag. 960) avea lasciate tal quali, ancorchè la prima indicasse evidentemente una misura di frumento, e la seconda non potesse denotare altro che piccole monete, poichè 1,000,000 di quelle tornava, secondo lo stesso luogo del cronista, a 20,000 once d’oro.
[449]. Annales Januenses, presso Muratori, Rer. italic., VI, 370.
[450]. Ottone di San Biagio, presso Pertz, Script., XX, 325 e presso Caruso, Bibl. sic., pag. 935.
Io non veggo perchè il Toeche nel citato lavoro, sì pregevole per diligenza e critica, metta in forse l’autorità della Continuazione Sanblasiana, ch’è pure molto particolareggiata in questi eventi, nè ripugna alle testimonianze degli altri contemporanei. Il signor Cohn, al contrario, ha mostrato degno di fede quello scrittore contemporaneo, op. cit., pag. 447, 450. Quanto ad Ottobono, autore degli Annali genovesi di questo tempo, il dotto Toeche dubita della esattezza del suo racconto, perchè gli pare inverosimile che la Regina di Sicilia avesse raccolto un esercito e che in questo militassero dei Musulmani. Il primo fatto, attestato dal cronista genovese al par che dal tedesco, è naturalissimo; nè si vede ragione di negarlo. Il secondo, se non al Burigny citato dal signor Toeche, si creda alle autorità che io ho allegate in varii luoghi del presente libro. Che se a lui non parve probabile che i Musulmani avessero prese le armi a favor della dinastia cadente, si potrebbe domandare all’incontro per qual ragione gli stanziali, o anco la milizia, di quella classe dei sudditi avrebbero disubbidito al comando di combattere gli stranieri. Tanto debbo far osservare sul giudizio del Toeche, pag. 54, nota 148. Erroneo parmi quello del signor Hartwig, (op. cit. pag. 189) il quale, convinto dalla magnanimità di Arrigo VI e della scelleratezza dei Siciliani, trasporta di peso al 1197 la narrazione di Ottone di San Biagio intorno questo combattimento di Catania. Per vero il buon cronista avea messo il fatto a suo luogo, innanzi la resa di Palermo; nè può supporsi anacronismo, quand’egli, dopo lo imprigionamento dei grandi che aveano combattuto, accenna alla sorte incontrata finalmente da loro, la quale noi abbiamo buone ragioni di protrarre infino al 1196 o 1197.
[451]. Ho avuta alle mani, parecchi anni addietro la edizione di Engel, Bâle, 1744, ma mentre riscrivo questo capitolo non posso citare se non che la ristampa del signor Giuseppe del Re (Cronisti e Scrittori sincroni napoletani, Napoli, 1845, in-8 grande, pag. 401, segg.) ove è la traduzione italiana del signor Emmanuele Rocco e le note di entrambi. Debbo avvertire che l’Engel non pubblicò tutte le figure del prezioso ms. di Bâle e che perciò si può dir manchi una parte dell’opera, poichè le figure di quel codice rischiarano talvolta i fatti e danno de’ nomi. Si vegga anco Cherrier, Lutte des papes, etc., lib. II, ij, pag. 232 della 2ª ediz. et passim.
[452]. Ottone di San Biagio.
[453]. Pietro d’Eboli.
[454]. Pietro d’Eboli.