[482]. Annales Stadenses, presso Pertz, XVI, 352; Arnoldo abate di Lübeck, Pertz, XXI, 201; Niceta Choniate, Annales, Parigi, 1647, pag. 310. Annales Marbacenses, l. c. al dir de’ quali Arrigo fece eseguire il supplizio in presenza della moglie. Si riscontri inoltre il passo di Roberto di Auxerre, citato dinanzi, pag. 558 nota 1.
[483]. Riccardo da San Germano, presso Caruso, Bibl. sic., pag. 553. Secondo lui, Arrigo venuto in Sicilia (di certo a Messina) comanda che menino a lui l’imperatrice. Guglielmo Monaco s’era ribellato. Andando Arrigo ad assediarlo, ammalatosi, partì (dall’assedio) e morì.
Si fa menzione d’un Guglielmo Monaco nel diploma di giugno 1198, per lo quale Costanza concedette alla Chiesa di Palermo la casa del fu Guglielmo Orfanino, castellano di Castello a mare di Palermo, venduta un tempo al Monaco dall’Arcivescovo di Palermo. Indi pare che l’Orfanino avesse acquistato quello stabile dal Monaco: ma non v’ha indizio che faccia supporre l’identità della persona.
[484]. Annales Marbacenses, presso Pertz, XVII, 167. Secondo questi, Arrigo partì di Germania per la Puglia il 24 giugno 1196. Nel 1197 si trovò in Sicilia, dove la moglie malcontenta avea suscitate per tutte le città e castella congiure contro di lui. Delle quali erano consapevoli i Toscani, i Romani e diceasi il papa stesso (Celestino nonagenario e timidissimo). I congiurati voleano uccidere l’imperatore in una selva, mentre egli andasse a caccia; ed aveano raccolti 30,000 uomini! Avvertito, ei si chiuse in Messina e mandò Marqualdo de Anweiler con una mano di pretoriani e di Crociati; i quali uccidono o pigliano tutti i congiurati. Il personaggio che i congiurati voleano far re, è punito in presenza della imperatrice, inchiodatagli in capo una corona e gli altri affogati in mare, ec. Una notte freddissima poi (6 agosto) Arrigo, trovandosi in un luogo a due giornate da Messina, fu preso dalla dissenteria. Verso la festa di San Michele, si sentì meglio e volle andare in Palermo; ed era già partita la sua famiglia per mare a quella volta, quand’egli peggiorò e venne a morte. Del qual racconto minuto e partigiano si vede chiaramente l’origine. Erano i cortigiani e i condottieri che tornando in Germania dopo l’esaltazione di Costanza e d’Innocenzo III, narravano le gesta loro e del padrone, e i monaci le scriveano. E non è difficile discernervi il vero dal falso.
Roberto d’Auxerre l. c. fa supporre molto gravi i casi della tentata rivoluzione, dicendo l’imperatore “per fugam elapsus.”
Gli Annales Colonienses maximi, Pertz, XVII, 804, 805, hanno meno particolari e meno fiducia in que’ racconti. E dicono Arrigo sepolto a Napoli.
Secondo la Cronica di Sessa, ei sarebbe morto a Randazzo, che ben s’accorderebbe con gli Annali di Marbach; poichè Randazzo è su la via da Messina a Palermo.
[485]. Il dottor Toeche non vuol credere a cotesta violazione di sepoltura, perchè la racconta De Hoveden, (ediz. di Francforte, 1601, pag. 746), inglese e però nemico di Arrigo VI. Ma la s’accorda benissimo con gli altri atti di avarizia, rabbia e crudeltà, che non si possono revocare in dubbio.
Io ho abbozzati questi ultimi movimenti nel modo che mi pare risulti da’ due racconti, non incompatibili, di Riccardo da San Germano e degli Annali di Marbach. Così mi discosto da Mr De Cherrier, op. cit., lib II, cap. 5, pag. 323 segg., e molto più dal signor Hartwig il quale segue il racconto degli Annali di Marbach, senza citarli, nè mettere in forse nessun “si dice” del cronista. Anzi il sig. Hartwig suppone una vera congiura del papa coi baroni normanni, com’ei li chiama ancora, di Sicilia. Ei fa notare che Arrigo andò in furore vedendo tanti tradimenti: ed è la sola scusa data per quelle crudeltà, le quali d’altronde il signor Hartwig non nega, nè biasima.
[486]. Questa data precisa non si ritrova se non che nell’Anonimo, pubblicato dal Bréholles, Hist. dipl. Friderici Secundi, I, 892.