L’errore del nome proprio sarebbe stato facilissimo, se Riccardo da San Germano avesse scritto “Mirabs”, ed il copista avesse supposta un’abbreviatura nelle ultime sillabe.
L’anacronismo d’Ibn-Khaldûn non dee far maraviglia. Oltre ch’egli scrivea di memoria, la tendenza sistematica del suo ingegno lo portava ad accomodare almeno le date alle cagioni da lui supposte. Fors’anco furono estese per errore alla Sicilia, da lui o dagli autori de’ ricordi ch’egli usava, quelle condizioni che il governo hafsita avea pattuite con Federigo per l’isola di Pantellaria, delle quali noi tratteremo nel capitolo seguente.
[536]. Bekri, Description de l’Afrique, testo arabico pag. 45 e versione di Quatremère, nelle Notices et Extraits, tomo XII, pag. 499-500, afferma che la penisola di Scerîk prese il nome da Scerîk-Ibn-’Abs, che fu uno dei governatori musulmani. Chiunque sappia l’importanza del legame di tribù nei primi secoli dell’islamismo, terrà molto verosimile il soggiorno della tribù in que’ luoghi. Non è meno probabile il passaggio loro in Sicilia, poichè questa famiglia era stata una delle ribelli a Ibrahim-ibn-Aghleb; e dopo quel tempo occorse più volte di prendere da quel territorio le milizie che si mandavano in Sicilia. Di questa penisola abbiamo trattato più distesamente nel cap. iv, di questo libro, pag. 474.
[537]. Il testo d’Ibn-Khaldûn ha thâir, che vuol dir vendicatore e può significar anco sollevatore, demagogo, capo-banda, ec. Il baron de Slane, con felice infedeltà, ha tradotto “aventurier.”
Egli è da ricordare che l’Affrica propria, negli ultimi venticinque anni del XII secolo e ne’ primi del XIII, era stata agitata dalla reazione degli Arabi e de’ Berberi almoravidi contro la dominazione almohade; onde l’assalto dell’almoravide Ibn-Ghania, una lunga guerra guerreggiata e infine la fondazione del principato Hafsita di Tunis.
[538]. Riccardo da San Germano, presso Caruso, op. cit., pag. 169. Le leggi promulgate, al dir del cronista, in questo parlamento, son di quelle che or chiamiamo regolamenti di polizia municipale.
[539]. I diplomi pubblicati dal Bréholles, op. cit., II. 181 a 224, provano che Federigo in questo tempo fu a Messina, Catania, Caltagirone, Palermo, Trapani, Palermo di nuovo, Girgenti e Catania. La data di Girgenti non mi par tanto certa: e le parole del Bréholles, op. cit., II, 223, nota 1, mi fanno credere che ne abbia dubitato egli stesso.
[540]. De’ diplomi di questo periodo risguardanti la Sicilia, un solo è notevole, cioè la conferma de’ privilegi singolari che erano stati conceduti alla città di Palermo il 1200 e 1210, nella infanzia di Federigo, o piuttosto, durante l’anarchia.
[541]. Riccardo da San Germano, op. cit., pag. 571.
[542]. Si veggano i diplomi dati “in castris in obsidione Jati,” dal 17 luglio al 18 agosto 1222, presso Bréholles, op. cit., II, 255 a 265.