[543]. Si confrontino Riccardo da San Germano, loc. cit. e l’Appendice al Malaterra, presso Caruso, op. cit., pag. 250. Del quali il primo dà soltanto il nome di Mirabetto; la seconda lo sbaglia, ma il nome del luogo che vi si aggiugne (erroneamente stampato Jacis), non lascia dubbio su l’identità della persona.
L’Anonimo pubblicato dal Bréholles, op, cit., I, 895, nota in questo tempo che Federigo vinse tutti i ribelli, fuorchè qualche castello dei Saraceni, posto in arridis montibus.
Dicono brevemente l’esito di tutte le guerre di Federigo contro i Saraceni di Sicilia l’Anonimo Vaticano (Niccolò de Jamsilla), il Monaco Padovano, e l’Abate di Usperga, ossia Corrado de Liechtenaw, presso Caruso, op. cit., pag. 677, 939, 971, e l’Anonimo Sassone, negli Scriptores Rer. Germ. Lipsia, 1730, tomo III, 121.
L’episodio de’ rubati fanciulli è riferito nella cronica d’Alberico Trium fontium, Hannover 1698, pag. 459, 460, nella quale quel tradimento è apposto “come diceasi” ad Ugo Fer e Guglielmo Porco, mercatanti marsigliesi. Tolto il caso di una coincidenza di nome che sembra assai poco verosimile, noi possiamo correggere ciò che la voce pubblica, ripetuta dal cronista tedesco, dicea di Guglielmo Porco. Questo valente uom di mare, di nobile famiglia genovese, nel 1205 vinse prima i Pisani in un combattimento navale; e poi insieme con Arrigo conte di Malta, liberò Siracusa, stretta dall’armata pisana. Nel 1211 ei prese e menò in Sicilia due navi marsigliesi. (Annali Genovesi, presso Muratori, Rer. Italic., VI, 391, 401.)
Nel 1216 egli accompagnò di Sicilia in Germania la imperatrice Costanza col figliuolo Arrigo, come si argomenta da due diplomi presso Bréholles, op. cit., I, 485, 489; nel primo dei quali si accenna a lui con le parole “ammiraglio di Messina”, e nel secondo egli è soscritto da testimonio, tra i grandi della corte imperiale, col titolo d’ammiraglio del regno. Ma nel 1221, voltosi Federigo contro i Genovesi che teneano Siracusa e godeano possessioni e privilegi in tutto il reame, comandò, tra le altre cose, di catturare costui, ond’ei salvossi con la fuga. (Annali Genovesi, presso Muratori, vol. cit., pag. 423.) Or egli è molto verosimile che Guglielmo Porco, il quale, come tutti gli uomini di mare in quel tempo, doveva essere un po’ corsaro se non pirata, abbia cercato di favorire i ribelli di Sicilia e siasi unito senza scrupolo con quel ribaldo venditore dei fanciulli. Bastava ciò perchè i Ghibellini lo spacciassero complice di quel misfatto, come riferisce il cronista Alberico; nel qual caso non sappiam se lo calunniasse o s’apponesse al vero. Del resto io credo che Guglielmo Porco sia stato in Sicilia ammiraglio, ma non grande ammiraglio, la quale dignità sembra tenuta in quel tempo da Arrigo conte di Malta. Si confrontino il Bréholles, op. cit. Introduction, pag. cxliij, e il sig. Ed. Winkelman, De Regni Siculi administratione, etc. Berlino, 1859, pag. 40 e 41, i quali non si accordan tra loro.
[544]. Riccardo da San Germano, presso Caruso, op. cit., pag. 572.
Gli Annali Di San Rudberto di Saltzburg, presso Pertz, Scriptores, IX, pag. 782, attestano che l’imperatore, trattenuto da affari in Sicilia, non potè andare alla mostra di baroni tedeschi e italiani, bandita in Verona pel dì di San Martino del 1222.
[545]. Ancorchè il Muratori, negli Annali, porti la emigrazione a Lucera il 1224, parmi sia da riferire all’anno precedente.
Si confrontino a questo proposito: Riccardo di San Germano, presso Caruso, op. cit., pag. 572, dove si aggiunga la data del 1223; e i cronisti citati nell’ultimo paragrafo della nota 3 della pag. 600. L’Appendice al Malaterra, op. cit., pag. 251 (sotto la indizione XIII, e l’anno che si legge per errore di stampa 1232 e che il Muratori corresse 1224) nota che l’imperatore mandò grande esercito contro i Musulmani di Sicilia; che essi rimasero nelle montagne; che l’imperatore ogni anno facea gran guasto sopra di loro, e che infine “scesero con gran vergogna, ed ei li fece dimorare nelle pianure di Sicilia, ne’ casali.” Nella edizione del Pertz, Scriptores, XIX, 495, è aggiunta la data del 1224.
Ognun vede che qui non si fa parola del tramutamento di là dallo Stretto, e che le operazioni dell’esercito regio si fanno durare parecchi anni. Parmi che a questo paragrafo si debba assegnare la data del 1225, che risponde appunto alla XIII indizione, notata nel testo della cronica, e s’accorda con la testimonianza di due altri scrittori che citeremo più innanzi.