[546]. Ciò si ritrae da un diploma del 1254, presso Pirro, op. cit., pag. 704. Un diploma di Federigo, dato il 17 novembre 1239, pubblicato prima dal Carcani e poi dal Bréholles, op. cit., V, 504, contiene, tra gli altri, il provvedimento di far un casale nelle terre del demanio a Burgimilluso (Menfi), un altro tra Girgenti e Sciacca, ed un terzo tra Girgenti e Licata: il che dà a credere che i luoghi fossero rimasti senza abitatori.

[547]. Presso Bréholles, op. cit.; II, 393. La data che manca si supplisce con poco divario, perchè Federigo fa menzione della cattura di Wadelmaro re di Danimarca, la quale si sa essere avvenuta il 9 maggio 1223.

[548]. Riccardo da San Germano, presso Caruso, op. cit., pag. 573, 574.

[549]. Op. cit., pag. 572.

[550]. Presso Bréholles, op. cit., II, 409, seg.

[551]. Annales Colonienses Maximi, presso Pertz, Scriptores, XVII, 837. Il Bréholles avea già dato, in calce al diploma di cui nella nota precedente, lo stesso squarcio col nome di Goffredo di Colonia, secondo la citazione del Boehmer, Fontes, II, 355.

[552]. Secondo Edrîsi, la grossa terra di Platano, forte di sito e fertile di territorio, giacea su la riva sinistra del fiume dello stesso nome a sette miglia dalla foce (Bibl. ar. Sicula, pag. 48, 51). Il Fazzello, similmente, pon su la destra riva del Platani il monte chiamato allora Platanello, ingombro di ruine d’antica città (Deca I, libro X, cap. 3). Per tal modo il sito risponderebbe a quello che or s’addimanda il monte Sara, tra gli odierni comuni di Cattolica e Ribera, fondati entrambi nel XVII secolo (Amico, Dizion. topogr.). Ma i ragguagli che ho richiesti, non avendo mai visitati que’ luoghi e non bastandomi le carte topografiche, mi portano a dubitare. Il signor barone Spoto, sindaco di Cattolica (1870), al quale io mi rivolsi, mi ha mandata con molta cortesia una pianta del perito agrimensore sig. Dionisio Miceli, corredata di note topografiche; dalla quale veggo che il monte Sara, accessibile da tutti i lati, è privo di antiche ruine; e che all’incontro, su la riva sinistra del fiume, a poca distanza da Cattolica, v’ha altri colli scoscesi, pieni degli avanzi di muraglie, di cisterne, di sepolcri e di tutti i segni di vetusta e grossa abitazione. Avverte anco il signor Miceli che il Platani ha mutato alveo più volte e inghiottiti di molti ponti. E da un’altra mano la carta del nostro Stato maggiore, mi mostra un poco più su verso Cianciana, il monte Millaga (Melga ossia Rifugio?) con un “Castellazzo” quello forse che nella carta del 1826 è nominato “La Calata.” Convien dunque differire il giudizio su la identità del luogo. Ma pur si dee ritrovare in un quadrilatero descritto tra Cattolica e Cianciana al S. E. e il fiume Macasoli al N. O.

[553]. Riccardo da San Germano, op. cit., pag. 573, anno 1224.

[554]. Appendice al Malaterra, sotto l’anno 1223, presso Caruso, op. cit., pag. 251. Il fatto è replicato nella lettera di fra Corrado, op. cit., pag. 49. Questi squarci si veggono senza varianti di importanza nel Pertz, Scriptores, XIX, 495.

[555]. Ibn-Khaldûn citato di sopra a pag. 598, nota 1 e l’Anonimo Sassone, negli Scriptores Rerum German. Lipsia, 1730, III, 121.