[556]. La prima di coteste opinioni è riferita da Riccardo da San Germano, anno 1221, presso Caruso, op. cit., pag. 569; la seconda negli Annali genovesi, anno 1223, presso Muratori, Rer. ital. script., VI, 432. Tra due scrittori contemporanei tanto autorevoli, parmi che il genovese abbia detta la cagione, e il regnicolo il pretesto spacciato da Federigo per prender due colombi a un favo: liberarsi, cioè, dall’ammiraglio e presentare un’altra nobile vittima al papa, il quale aveva apposta a Federigo la perdita di Damiata e dell’esercito crociato, innoltratosi pazzamente verso Mansura.

Ei par certo che l’armata siciliana, di quarantacinque galee, arrivò a Damiata dopo la resa dell’esercito crociato e, saputala, ripartì immediatamente. L’attesta la Storia de’ Patriarchi d’Alessandria, testo nella Bibl. arabo-sicula, pag. 322. Da quella autorevole cronica ha preso il fatto Mr. Reinaud, Extraits.... relatifs aux Croisades, pag. 417. Ma un documento prova che i capi dell’armata siciliana voleano anzi difendere Damiata. È lo squarcio d’una epistola del gran maestro dei Templari, stampato da Bréholles, op. cit., II, pag. 201, nota 1; col quale si confronti l’altro documento nello stesso volume, pag. 355, nota 1.

[557]. Veggasi nel Liber Jurium reip. Januensis Nº. D. col. 553 segg., un trattato di questo conte di Malta con la repubblica di Genova (25 luglio 1210) per l’acquisto dell’Isola di Cipro. Il conte fa menzione appena della fedeltà dovuta a Federigo per Malta; e del resto tratta come s’ei fosse principe sovrano. Si confronti ciò che dice delli ammiragli di Federigo, il Bréholles, op. cit. Introduction, pag. cxliij segg., e si vegga anco il Winkelmann, op. cit., pag. 40, seg. Il titolo di conte di Malta usato in questo diploma, mi fa supporre che Arrigo fosse stato fin d’allora grande ammiraglio; poichè quel feudo era stato conceduto successivamente ai due grandi ammiragli Margaritone da Brindisi e Guglielmo il Grosso, suocero di Arrigo. Arrigo, per casato o per soprannome Pescatore, sembra genovese di nascita. Durante la fanciullezza di Federigo, egli aiutò sempre con forze navali i Genovesi, nelle frequenti baruffe ch’ebbero co’ Pisani nelle acque di Sicilia. Si veggano coteste fazioni negli annali Genovesi, 1204, 1205, ec., presso il Muratori, Rerum Italic., VI, 389, 391, etc.

Pertanto io non credo col Bréholles che Arrigo Pescatore sia stato eletto grande ammiraglio di Sicilia dopo la persecuzione di Guglielmo Porco, della quale si è detto nella nota 3, pag. 600, seg. Parmi più tosto che Guglielmo, nel 1216, avesse il titolo di semplice ammiraglio, come se n’era visti nel 1126, 1132, 1142 e 1157, sotto i grandi ammiragli Giorgio d’Antiochia e Majone da Bari (libro V, cap. 1, pag. 355, 356 di questo volume). D’altronde la fuga di Guglielmo e la disgrazia di Arrigo, imprigionato e spogliato del feudo di Malta, successero quasi al medesimo tempo. Genovesi entrambi o partigiani ardenti di Genova, andaron giù a corte di Federigo, insieme col credito di quella repubblica: se non che Arrigo, chinato alquanto il capo, si rialzò e Guglielmo venne all’aperta violenza e ci lasciò la pelle.

[558]. Riccardo da San Germano, presso Caruso, op. cit., pag. 574.

[559]. Alberici Trium Fontium Chronicon, Hanovre 1698, pag. 518.

[560]. Appendice al Malaterra, citata poc’anzi nella pag. 602, nota 2.

[561]. Così penso, perchè nella ribellione del 1245 non ricompariscono Musulmani in quella regione, e perchè tutti i villani della Chiesa agrigentina erano andati a Lucera, come si è visto a pag. 602, nota 3.

[562]. Raynaldi, Ann. eccl., 1220, § xxj, pag. 474, della ediz. di Lucca. Riccardo da San Germano, anno 1215, presso Caruso, op. cit., pag. 564.

[563]. Si vegga il diploma del 1224, testè citato a pag. 604, nota 1.