[581]. Il Pirro die’ parte della spedizione latina di questo diploma, nell’op. cit., pag. 764, senza fare menzione del testo arabico, ch’è scritto in capo della pergamena originale. Io ho copiato il testo in Girgenti, nel maggio 1868, quando mi richiese d’interpretarlo il sig. avvocato Giuseppe Picone, zelante cultore della storia del suo paese. La data è del 10 gennaio del 675, come appunto la riferisce il Pirro. La scrittura arabica, brutta e intralciata, è ben diversa da quella de’ diplomi dell’epoca normanna, e mostra anch’essa la decadenza dei Musulmani di Sicilia in quel tempo; contuttociò le regole della grammatica e dell’ortografia sono osservate con pochissime eccezioni.
I notabili richiesti di fare testimonianza, sono chiamati nel testo arabico “uomini illustri” e sceikh; la prima delle quali denominazioni è traduzione dei “Buoni uomini” delle municipalità latine e la seconda è propriamente arabica; ma sembra qui adoperata come traduzione di Anziani e non prova, secondo me, che soggiornassero tuttavia in Vicari de’ notabili musulmani.
Il suggello in cera verde ha, intorno l’effigie, la leggenda Ubertus Fallamonaca, che serve a dar correttamente questo casato, alterato dalle desinenze latine nei diplomi, e serve a mostrare il buon conio italiano de’ vocaboli che lo compongono.
[582]. Presso Carcani, pag. 268, e presso Bréholles, V, 504-505.
[583]. Diplomi del 12 marzo 1240, presso Carcani, pag. 370-372, e presso Bréholles, V, 822 segg.
[584]. Nella cronica dell’Anonimo (Niccolò de Jamsilla), presso Caruso, op. cit. pag 678, si nota ch’ei fondò in Sicilia Augusta ed Eraclea (s’intende parlare di Terranuova); in Calabria Monteleone ed Alitea; Dordona e Lucera in Puglia; e Flagella in Terra di Lavoro e che spiantò in Sicilia Centorbi, Capizzi e Traina; nella provincia di Benevento la città di tal nome e in Puglia San Severo.
[585]. Diploma dell’11 gennaio, presso Carcani, op. cit., pag. 318, e presso Bréholles, op. cit., V, 668.
[586]. Diploma del 13 dicembre 1249, presso Carcani, op. cit., pag. 290 e presso Bréholles op. cit., V, 574, seg. Un altro diploma del 28 novembre, Carcani, 279, dà il ragguaglio che i Giudei i quali avean promesso di far fruttare quel palmeto della Favara, erano arrivali di recente in Palermo.
[587]. Appendice al Malaterra, presso Caruso, op. cit., pag. 252.
[588]. Lib. V, cap. iij e vj, pag 86 e 159 segg. di questo volume.