[634]. Abulfeda e Ibn-Kethir.
[635]. Ibn-el Athîr, anno 625, senza fare menzione del patto precedente coi Kharezmii.
[636]. Ibn-el-Athir, nell’anno 623, narrate le pratiche di Dawûd con Ascraf, e le negoziazioni de’ due fratelli, trascrive un pezzo della supposta lettera di Kâmil, il quale, secondo il cronista, minacciò di andarsene e lasciare il fratello solo a fronte de’ Crociati. Questo capitolo che manca nella Bibl. ar. sic., si legga nella edizione del Tornberg, XII, 313.
[637]. Cf. la St. de’ Patr. d’Aless. e Ibn-el-Athîr. Abulfeda attesta la partizione tra i due fratelli.
[638]. Questo fatto risulta chiarissimo da tutte le narrazioni arabiche. Gli scrittori arabi affermano che Ascraf rimase al campo del fratello, mentre si negoziava con l’imperatore.
[639]. Makrizi.
[640]. Il testo dice proprio “si trovò addosso.” Il vocabolo, tolto al certo da una cronaca contemporanea, è replicato da Abulfeda e da Bibars.
[641]. Bibars.
[642]. Tutti gli scrittori arabi.
[643]. St. de’ Patr. ec.