[654]. Abulfeda e Nowairi.
[655]. Makrizi, pag. 520.
[656]. Bibars, pag. 514.
[657]. Ibn-Khallikân, testo, edizione del baron De Slane, I, 88; di Wüstenfeld, fascicolo I, pag. 103, Vita N. 75; e nella Bibl. ar. sic., pag. 624.
[658]. Ibn-el-’Amîd, op. cit., pag. 511. Il nome del padre è scritto h n f r i e, mettendovi le vocali, tornerebbe a Hunfroi, o meglio Humfroi. Nella nota 5 di quella pagina, io proposi di leggerlo Henri, parendomi si accennasse ad una principessa parteggiante per Federigo II: Alice, vedova d’Ugo re di Cipro, e reggente per lo figliuolo Arrigo, la quale, allontanata dalla reggenza per opera dei principi d’Ibelin che furono nemici di Federigo, vivea in Siria quand’ei vi passò. Alice era figliuola di Arrigo, de’ conti di Champagne e di quell’Isabella di Lusignano ch’ebbe per primo marito Umfredo signore di Thoron; ma, separata da lui per intrighi politici ed ecclesiastici, sposò successivamente Corrado di Monferrato, Arrigo di Champagne ed Amerigo di Lusignano, dal quale ebbe Ugo I, re di Cipro e marito d’Alice.
Riflettendo meglio, mi accorgo che Alice non potè ereditare la signoria di Thoron, la quale non so d’altronde che le sia stata mai conceduta da Federigo. Potrebbe darsi dunque che si trattasse nel testo di una figliuola di Umfredo di Thoron, nata d’altra madre, dopo il suo divorzio da Isabella; nel qual caso starebbe bene la lezione del testo. E qui mi rimango, non avendo alle mani i documenti che occorrerebbero per verificare questo dubbio di genealogia feudale del regno di Gerusalemme.
Della terra di Thoron compresa nella pace, fa anche menzione Marin Sanudo, Secretorum fidelium Crucis, lib. III, parte xj, cap. 10, 11, 12, presso Bongars, Gesta Dei par Francos, II, 210 segg. il quale è benissimo informato de’ particolari di questa Crociata, ed ebbe alle mani qualche scrittore arabo, s’io mal non mi appongo.
[659]. Bibars, pag. 513-514.
[660]. Così il Makrizi, che vide al certo qualche documento. Gli altri scrittori arabi, al par che i latini, notano gli anni soltanto.
[661]. Si confrontino i citati scrittori arabi e i documenti latini di parte imperiale e di parte papale, raccolti dal Bréholles, op. cit., III, 86 a 110, tra i quali è la supposta traduzione francese del testo arabico del trattato, mandata dal patriarca di Gerusalemme al papa, con le sue proprie osservazioni in latino. Questo fiore di diplomazia ecclesiastica è stato ristampato dal Mas-Latrie, Histoire de l’île de Chypre, III, 626 segg. Ma di certo non risponde al trattato originale, mancandovi i nomi de’ paesi ceduti all’imperatore. Così il miglior documento rimane sempre la costui circolare, come or si chiamerebbe, data di Gerusalemme il 18 marzo, nella quale si dice stipulato il trattato a 18 febbraio. La data del 24 che recano gli Arabi, potrebbe esser quella in cui Malek-Kâmil ratificò.