Matteo Paris, nella Hist. Anglorum, ediz. citata, II, 313, riferisce la voce che i Templari e gli Spedalieri avessero avvisato Kâmil della prossima andata di Federigo da Gerusalemme al Giordano, e che Kâmil avesse mandata la lettera loro all’imperatore. Ma nella Abbreviatio Chronicorum, ediz. citata, III, 259, l’autore messe la postilla ch’eran calunnie dei nemici di que’ religiosi.

[671]. Makrizi, pag. 522, dice l’ultimo di giumadi secondo del 625 (25 maggio 1229). La St. dei Patr. ch’egli entrò in Gerusalemme nei primi di quaresima del 945 (1229), che stettevi altri due giorni e che, andato ad Acri, ripartì per l’Italia dopo la Pasqua.

Nowairi pone anco la consegna di Gerusalemme in rebi’ secondo del 626 (marzo 1229.)

[672]. Ormai è certo che gli Ismaeliani erano chiamati hasciscin, dalle note preparazioni d’hascisc, ossia cannabis indica, e che, divenuti celebri pur troppo nel tempo delle Crociate, il loro nome volgare, pronunziato assassin, diè questo brutto vocabolo ad alcune lingue europee.

[673]. Ibn-Khaldûn, Storia univ. ed. del Cairo, tomo V, pag. 352, segg.; Reinaud, Extraits, ec. §§. LXXIX ed LXXX, pag. 436. segg.

[674]. Riccardo da San Germano, presso Caruso, op. cit. pag. 603.

[675]. Ibn-Khaldûn, vol cit., pag. 433.

[676]. Reinaud, op. cit., pag. 435, citando pel primo fatto lo Pseudo Jafei e per l’altro Abu-l-Mehâsin.

[677]. Annales Colon. Maximi, presso Pertz, Script., XVII, 843.

[678]. Op. cit., pag. 842.