[729]. Si veggano nel vol. II della traduzione di M. Jaubert:

E da un altro lato:

Di Nardò si dànno due nomi, p. 119. Nudrus (correggasi Nardros)e Neritos; proprio il nuovo e l’antico.

È certo poi che i geografi di Palermo ebbero sotto gli occhi qualche carta o relazione araba della costiera d’Italia, poichè non poteano trovare altrove il porto di Khinziria che suona “cinghialeria” (forse Porto Ferraio) pag. 250, nè il secondo nome di Keitûna-el-Arab “Cala degli Arabi” che si dava al Monte G..rgio (Capo Circeo), pag. 256. Il vocabolo Keitûn, del quale Edrîsi dà qui la forma femminile, è preso manifestamente da Κοιθὠν, che dall’antico significato di letto e camera da letto, passò nel greco bizantino a quello di “cala” o di “scalo.” Si vegga l’annotazione che fa Mr Hase a questa voce, nella nuova edizione del Thesaurus.

Centinaia di nomi si potrebbero aggiugnere all’una o all’altra classe, ma i nuovi abbondan più ne’ paesi di lingue germaniche.

Si avverta che abbiamo segnate con puntini (..) le vocali brevi che mancano quasi sempre nel ms. e con una crocetta (†) l’elif arabica, la quale, secondo le vocali aggiuntevi, può suonare a, i, o, e talvolta è premessa meramente per eufonia innanzi due consonanti, come noi usiamo l’i avanti la s impura.

[730]. Si vegga il cap. iij del presente libro, pag. 454, nota 2.