[737]. Versione francese, II, 421.
[738]. Si veggano i fac-simile, in fin del primo volume della versione francese. Il Lelewel, op. cit., cap. 60, 246, pag. liv e 99, del 1º volume, trascrive le cifre delle latitudini e longitudini che si trovano soltanto per 26 posizioni, una delle quali appartiene al secondo clima e tutte le altre al primo.
[739]. Mi sembra che il Lelewei, tomo I, pag. 99, abbia compresa l’operazione in questo stesso modo, quantunque egli fosse incatenato dalla traduzione francese di M. Jaubert, la quale rendea così il passo di Edrîsi: “il voulut savoir d’une manière positive les longitudes et les latitudes et les distances respectives des points.” Ma veramente questo passo, che si riferisce a Ruggiero, significa “volle vedere se tornassero precisamente le linee itinerarie orientate,” come ho detto poc’anzi nella nota 3, pagina 673 seg.
Delle carte nautiche del medio evo ha trattato il Lelewei, op. cit., cap. 256, tomo I, pag. lxxxij, e cap. 108, tomo II, pag. 16 seg. Egli attribuisce ai perfezionamenti successivi di quelle, la nuova èra delle scienze geografiche. Si vegga anche il discorso letto da Mr D’Avezac alla Società Geografica di Parigi, intorno la proiezione delle carte. Paris, 1863, § XI.
Si ricordi che la prima carta conosciuta fin oggi, è quella genovese di Pietro Visconti (1318). Ma la prima menzione dell’ago calamitato si legge in Pietro d’Ailly e in Guyot de Provins, cioè a dire verso il 1190.
[740]. Asselin, console francese al Cairo ne’ principii del nostro secolo, riportò una bella collezione di Mss. comperata poi dalla Biblioteca parigina. Vien da cotesta collezione il prezioso codice denotato con la lettera B nella versione di Mr Jaubert, in questa mia storia e nella Biblioteca arabo-sicula.
Mr Jomard, che creò poi la magnifica collezione di carte posseduta dalla Biblioteca Parigina, fece copiare queste di Edrîsi, come si scorge dal Reinaud, op. cit., pag. CXIX. L’industre Lelewei ne incise egli stesso nell’op. cit., una riduzione alla decima parte (da 0,32 × 0,18 a 0,03 × 0,02).
[741]. Nella Carte comparée citata dianzi, io ho messa a riscontro la Sicilia del ms. Asselin con quella cavata da un bel ms. greco di Tolomeo, posseduto dalla stessa Biblioteca Parigina.
[742]. Si vegga il nostro libro IV, cap. xiv, pag. 446 del 2º vol.
[743]. Mi fa pensar questo la posizione rispettiva di Messina e di Palermo. Nella periferia dell’isola, veggiamo troppo alterata la parte che guarda l’Affrica. Ma si rammenti che la copia è fatta ad occhio.