[762]. Nella Bibl. arabo-sicula, testo, pag. 617. Il Casiri, Bibl. arabo-hispanica, I, 384, dando il medesimo squarcio, tradusse erroneamente: “De instrumentis hydraulicis, ubi de cochleis ad aquas exhauriendas.”
[763]. Kartâs, ossia Annales Regum Mauritaniae, ediz. del Tornberg, testo, I, 151, e versione latina, pag. 200. Ho ragionata la roba’, o arrova, come in oggi scrivono gli Spagnuoli, a 400 libbre da 400 grammi. I dinâr di cui si tratta qui, dovrebbero esser quelli dei primi califi almohadi, dei quali que’ che possiede il gabinetto numismatico di Parigi pesano, su per giù, grammi 4,75, e son d’oro purissimo. Onde tornano a un di presso a 17 lire ciascuno. Se li supponessimo dinâr ordinarii, la somma scemerebbe a lire 1,450,000.
Il partito di portar su una di quelle sfere per l’interno della torre, si comprende bene riflettendo che la Giralda, come il campanile di San Marco in Venezia, suo coetaneo e compagno, ha la scala non a gradini ma a piani inclinati. Si vegga su questo particolare Girault de Prangey, Essai sur l’architecture des Arabes. Paris 1841, pag. 105 seg.
[764]. Cronica del sancto rey D. Fernando, cap. 73.
Si confronti il signor De Schack, Poesie und Kunst der Araber in Spanien etc., Berlino, 1865, II, 241, segg. dal quale traggo questa citazione, non avendo potuto trovare il testo nelle biblioteche di Firenze.
[765]. Cap. ij del presente libro, pag. 397 del volume.
[766]. Abate di Telese, presso Caruso, Bibl. Sicula, p. 279.
[767]. Cap. V del presente libro, pag. 508.
[768]. Ivi, pag. 538.
[769]. Diplomi del 23 aprile 1284, citati nella mia Guerra del Vespro Siciliano, ediz. di Firenze, 1866, I, 283, nota.