Si faccia attenzione altresì a un diploma del 6 maggio quivi citato, nel quale è detto di una quantità di sassi lavorati (finarrati) pei mangani.

[770]. Libro II, cap. ix, vol. I, pag. 399.

[771]. Cap. V del presente libro, pag. 539.

[772]. Cap. ij di questo libro, pag. 397.

[773]. Si vegga la nota 5 della pag. 611 di questo stesso volume, cap. viij.

[774]. Si vegga il cap. v di questo libro, pag. 461.

[775]. Turikh-el-Hokamâ, nella Biblioteca arabo-sicula, testo, pag. 619. La famiglia era siciliana, come lo dice espressamente il Zuzeni e come si vede dal nome del padre, Isa-ibn-Abd-el-Mon’im, giureconsulto e poeta, del quale ci occorrerà di far parola nel capitolo seguente, tra i poeti e i giureconsulti. Secondo la notizia biografica che abbiamo nella Biblioteca citata, pag. 586-587, questo Isa visse nella prima metà del secolo.

[776]. Falcando, presso Caruso, Bibl. sicula, pag. 481, narra che il cancelliere Stefano, aspettando la congiunzione di corpi celesti che gli astrologhi cercavan favorevole a lui, differì la mossa da Palermo alla volta di qualche altra fortezza.

[777]. Il ms. latino 7316 della Biblioteca di Parigi, che comincia con l’Introductorium Albumazar, ha un opuscolo di cento brevissime proposizioni con questo titolo: “Domino manfrido inclito regi Sicilie, Stephanus de Messana hos flores de secretis astrologie divi ermetis transtulit.” Comincia a fog. 152 verso e finisce a fog. 154, recto di questo buon codice latino di mano francese del XV secolo, posseduto un tempo da Francesco II.

Il gran credito di Hermes trismegisto si può argomentare da’ libri che gli attribuiscono gli Arabi, presso Hagi-Khalfa, edizione di Fluegel, Ni 6177, 6257, 6259, 7733, 7873, 9197, 9815, 9831, 10523, 10620, ec. ec.