[778]. Il Mongitore, Bibliotheca Sicula, pag. 314, citò un Codice di quest’opera posseduto dalla Biblioteca di sant’Antonio in Venezia, quello appunto di cui il Tomasini (Bibliothecæ venetæ, Mss., pag. 5) dà il titolo: “Tabulae Toletanae Joannis de Sicilia super Canonibus Arzachelis.”
Io ne ho visti due altri nella Biblioteca parigina e sono segnati Mss. Latins, Ancien Fonds, 7281 e 7406. Il primo de’ quali torna al XV secolo, ed è intitolato: “Exposicio Jo. De Sicilia supra canones Arzachelis, facta Parisius (sic) anno Christi 1290,” com’io lessi con l’aiuto dell’illustre M. Gerard. L’altro del XIII o XIV secolo ha per titolo, “Canones in tabulas toletanas quos exposuit Joannes de Silicia (sic) 1290.” E sul bel principio occorrono i metodi della riduzione degli anni dell’egira a quei dell’èra volgare, della bizantina, etc.
[779]. Del primo di cotesti astrolabii ho trattato nella Introduzione alla presente Storia, tomo I, pag. XXV, XXVI. Sul secondo si vegga Sédillot, Matériaux pour servir à l’histoire des sciences mathematiques etc. Paris 1815 (1819?) in 8º pag. 347. Questo astrolabio del XII secolo, trovato nella cittadella di Aleppo, fu descritto dall’illustre orientalista R. Dorn dell’Accademia di Pietroburgo, il quale lo credette siciliano, per cagion de’ caratteri magbrebini. Ma il Sédillot non giudica sufficiente tal prova, e mi par abbia ragione.
[780]. Capitolo IX di questo libro, pag. 641.
[781]. Huillard-Bréholles, op. cit., Introduction, pag. DXXVI, seg.
[782]. Opuscoli di Leonardo Pisano, pubblicati dal principe Baldassarre Boncompagni, 2ª edizione. Firenze, 1836, in 8º, pag. 55.
L’erudito signor Huillard-Bréholles, nella Introduzione, op. cit., pagina DXXXV, ha sostenuto con buone ragioni che la data del 1225 sia quivi sbagliata e che le si debba forse sostituire 1230.
[783]. Opuscoli citati, pag. 2, 17.
[784]. Opus. cit., pag. 114.
[785]. Opus. cit., pag. 44.