[830]. Bréholles, op. cit. Introd., p. DXLI, DXLII.
[831]. Il Salimbeni, Chronicon, pag. 166, dice in generale ch’ei parlò molte e varie lingue; Ricordano Malespini, cap. 170 scrive: “E seppe la nostra lingua latina e il nostro volgare e tedesco, francesco, e greco e saracinesco; e di tutte vertudi copioso, largo e cortese, ec.”
[832]. Bréholles, op. cit. Introd., pag. DXL, DXLI.
[833]. Salimbeni, op. cit., pag. 166.
[834]. Salimbeni, loc. cit., fa vedere chiaramente quanta ammirazione ei sentì conversando con quest’empio. Si confronti ciò ch’ei dice a pag. 170.
[835]. Su i monumenti, si vegga il Bréholles, op. cit. Introd., pag. CXLVI, segg.
[836]. Non occorre citazione pe’ fatti di Giovanni il Moro. Le concessioni papali a suo favore, si veggano nel Registro d’Innocenzo IV, lib. XII, n. 284, 327, citato da M. De Cherrier, Histoire de la lutte des papes, etc., vol. III, 19, della seconda edizione.
[837]. Squarcio d’una epistola del 1229, dato da Matteo Paris, presso Bréholles, op. cit., III, 140, in nota.
[838]. Matteo Paris, citato da Bréholles, op. cit. Introduct., pag. CXCII, CXCIII. A pag. DXLV, si cita un diploma, nel quale l’imperatore ordina di scritturare per la corte un valente ballerino saraceno, a quel ch’e’ pare, di Spagna.
[839]. Epistole del 17 luglio 1245 e 23 maggio 1246, presso Bréholles, op. cit., VI, 325, 427. Si veggano le memorie contemporanee, citate dallo stesso autore. Introd., pag. CLXXXIX.