[864]. Bibl., pag. 666, 671.

[865]. Bibl., pag. 666.

[866]. Taki-ed-dîn, Bibl., pag. 659, 660 e Makrizi, pag. 667.

[867]. Così nel catalogo autentico, Bibl., pag. 689, 666. Si confronti coll’altro Mosanni, notato nella prefazione alla seconda edizione del Solwân, Bibl., pag. 684. Ma avvertasi che i primi due vocaboli del titolo son diversi in alcuni Mss. ed anco nella edizione tunisina del Solwân, pag. 3, ultima linea.

Il titolo confronta in entrambe al par che il subbietto. Si vegga la mia versione italiana, Introduzione, pag. XXXIV, XXXVI e 3, 4. Correggendo gli or citati luoghi della Introduzione, io ritengo unica Opera le due quivi notate ai ni 3 e 21 del catalogo. La Ma’ona, citata a pag. 684 del testo e 3, 4, della versione, è senza dubbio la compilazione di dritto malekita del celebre dottore, il cadi ’Jiâdh, notata nella continuazione di Hagi-Khalfa, edizione Fluegel, tomo VI, pag. 651, n. 149, e più correttamente nell’abbozzo di catalogo de’ Mss. arabi della Lucchesiana di Girgenti, ch’io detti in litografia nel 1869, n. XV. Circa l’Iscraf, io credo che tra le varie opere designate con questo titolo da Hagi-Khalfa, Ibn-Zafer volle dir di quella d’Ibn-Mondsir-en-Nisaburi, edizione Fluegel, I, 318, n. 783.

[868]. Bibl., pag. 690, 671.

[869]. Questa notizia è riferita da Katifi, pag. 660. Il Fasi a pag. 661 dice parergli verosimile che sia accaduto qualche scambio di nome.

[870]. Bibl., pag 689, dove si vegga una variante ed a pag. 666, dov’è l’altra che ho preferita.

[871]. Bibl., pag. 689.

[872]. Bibl., pag. 689, 671, 705 e soprattutto a pag. 666, dov’è il testo di Makrizi.