La mia vita sta nella (speranza di) trovarmi un giorno con te; la mia morte nel (timor) che duri questa nostra lontananza.”

I poeti arabi usano spesso cotesto paragone della camomilla per significare la bianchezza dei denti.

Nel ms. citato, fog. 14 recto, si legge una kasida nella quale il poeta si lagna della:

“Smilza, che l’antelope del deserto le invidia tanto il collo; e l’aurora al par che il tramonto, desidera il (colorito del) suo volto.”

E conchiude con questi versi:

“Messi tutto l’animo mio nell’amore e inghiottii (anche) il disprezzo. Ed or mi son rivolto alle bellezze dello stile; mi son gettato a briglia sciolta nell’ippodromo loro.

Accortomi del buon sentiero e del tempo perduto dietro gli errori,

Ho abbandonato l’amore, ho cacciate via le (male) usanze, mi sono scostato dall’amor volgare ed egli s’è scostato da me.”

[942]. Ms. citato, fog. 15 recto. Questa poesia sembra fatta per cantarsi da qualche donna di un harem.

“O mio padrone, luce del mio cuore, anzi luce di tutti i cuori,