Non vedi tu come il mio corpo è dimagrato e smunto (il viso);
Quanta arsura m’è entrata nel cuore e qual bàttito?
E tu sempre mi respingi, senza mia colpa!
Chè, se colpa ho io, tu puoi cancellarla:
Ma ch’io ti offenda, è molto lungi dalla mente di chi ha fior di senno!
Al mio male non v’ha medicina e non v’ha medico,
Per me non v’ha farmaco che di abbracciare chi amo.
O mio padrone, s’io mi struggo d’amore, non è maraviglia!
Spegni tu la sete del mio cuore con una visita, e tosto:
Chè nel nocciolo del mio cuore arde la gehenna!”