Io ho confrontato il testo col Ms. del British Museum e l’ho ristampato nella Bibl. arabo-sicula, con le varianti e con le lezioni ch’io presceglieva e quelle anco che m’erano gentilmente proposte dal dotto professore Fleischer. Il barone De Schack, op. cit., II, 41, 42, 261, ha data di questi squarci una buona traduzione tedesca, in versi, fondata sul testo della Biblioteca.
[952]. Il baron De Slane ha letto ’Akîk “corniola.” Ma ’Atîk “vecchio” significa specialmente vino; e mi conferma in questa lezione la desinenza femminile dell’aggettivo che segue.
[953]. Ma’bed fu celebre cantatore della corte omeiade in Damasco.
[954]. Ho seguite in questo verso due lezioni diverse da quelle dello Slane.
[955]. Evidentemente allude a quella che un tempo fu chiamata “la Sala verde;” su la quale si vegga una erudita dissertazione del barone Raffaele Starrabba, nelle Nuove Effemeridi Siciliane del 1870.
[956]. Altrimenti detti della Favara. Una delle due sorgenti d’acqua del parco regio che racchiudea la villa alla quale fu dato tal nome, si chiamava della Rupe; come l’attesta Ibn-Haukal, nella Bibl. arabo-sicula, pag. 9 e nel Journal Asiatique, serie IV, tomo V (1845), pag. 99. Il nome veniva dalla rupe ora detta di Santo Ciro, sotto la quale sgorga quell’acqua, che si addimanda ancora di Maredolce, dal lago che faceva un tempo.
[957]. Bibl., pag. 581 segg.
[958]. Io veramente non son certo che la voce “bahrein” s’abbia qui a tradurre due mari, più tosto che due laghi. Nel primo caso, l’un de’ mari sarebbe il golfo di Palermo e l’altro il lago d’acqua dolce, doppio o scempio che si voglia supporre. Nel secondo caso, il poeta potrebbe alludere a’ due laghetti formati dalle sorgenti di Maredolce e della Favara propriamente detta, le quali sono distanti quattro chilometri l’una dall’altra. La prima alimentava certamente un lago; ma che questo si estendesse fino alla seconda non è provato, per quanto io sappia, da scritture, nè dalla topografia.
[959]. Ancorchè il lago di Maredolce sia prosciugato fin dai principii di questo secolo, il letto della parte superiore si scorge benissimo, e non v’ha dubbio che il castello o villa regia sporgea dentro il lago, ma rimanea congiunto alla riva.
[960]. Seguo le lezioni proposte dal Fleischer, nella Bibl. arabo-sicula, pag. 585.