Rifulge nelle tenebre l’aurora della sua fronte, talchè diresti che la luce del Sole invidia anch’essa questo (eroe).

Egli ha piantata la tenda là dove spuntano i Gemini: le Plejadi e i due grandi luminari gli fan da piuoli;

E quando s’arruffano le cose, allora il suo brando affilato scrive coll’inchiostro suo, in guisa da far tornare bianchi que’ che parean più neri.

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O monarca, roccia di granito su la quale la fierezza tien saldi i pie’;

Tu che, provocato dagli spiriti dei nemici, li disperdi scherzando, percossi dai tagli delle tue spade.”

[966]. Dozy, Catalogus CC. OO., Bibl. Acad. Lugduno Batavae, tomo II, pag. 263, tra i titoli de’ capitoli e i nomi de’ poeti che leggonsi nella Kharîda d’Imâd-ed-dîn. Si confronti la Bibl. arabo-sicula, pag. 599, 601.

Il Mokhtar è registrato da Hagi-Khalfa, edizione Fluegel, IV, 146, n. 7901 e V, 438, n. 11590 e nella Bibl. cit., pag. 704, 705. Notasi inoltre in Hagi-Khalfa, III, 593, n. 7146, un Sirr-el-Kimia (Segreti dell’Alchimia) dello stesso Ibn-Bescrûn.

[967]. Bibl., pag. 583. Si riscontrino le spiegazioni che abbiam date per alcuni vocaboli, trattando di quell’altro componimento qui innanzi a pag. 755 segg.

Anche qui ho preferita qualche lezione diversa da quella che seguì il baron De Slane nella sua prima pubblicazione.