“Hai neglette le faccende tutte quante, senza adoprarti perchè andasser bene, nè affliggerti (del contrario).
Pur l’uno e l’altro, ancorchè contrarii, tornano allo stesso effetto, cioè far andare a male ogni cosa.
Ecco che noi si scrive questo, si ordina quest’altro, e poi si ritorna com’eravam prima.”
[986]. “Ed io con ogni aura gli mandava un saluto, per tutto il tempo che soffiavan l’aure, mattina e sera!”
[987]. Bibl. arabo-sicula, pag. 599. Si vegga il capitolo iv di questo libro, pag. 485 del volume.
[988]. Cap. v di questo libro, pag. 541.
[989]. Bibl. arabo-sicula, testo, pag. 107, 109, 111, 112, 124, 126, con le varianti date nella mia Prefazione, pag. 42.
[990]. Bibl. arabo-sicula, pag. 152, 153. La tribù dei Beni-Rowaha stanziava ne’ dintorni di Barka.
[991]. Secondo alcuni Panaria è l’Evonymos degli antichi e secondo altri l’Hicesia; ed altri dà il primo o il secondo di cotesti antichi nomi ad altra delle isole Eolie. Non è facile decidere simili dubbii, essendo le Eolie vicinissime tra loro, ed alcune sì piccole, che nella descrizione talvolta si trascurano come scogli. Pure le latitudini e longitudini delle varie isole Eolie, secondo Tolomeo, aggiungon fede alla opinione che identifica Hicesia con Panaria.